È il quarantottesimo presule turritano
di Mario Girau
Ventuno i sardi alla guida della diocesi dopo l’unificazione del 1448, sarà il primo olbiese
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SASSARI. Monsignor Gian Franco Saba è il quarantottesimo vescovo della storia della Chiesa sassarese dopo l’unificazione nel 1448, nella persona di Antonio Cano da Bisarcio, in una stessa sede metropolitana delle diocesi di Torres, Ploaghe e Sorres.
Nella storia della diocesi ben 21 presuli sono sardi o comunque provenienti da un’altra sede episcopale regionale e promossi a quella turritana.
Della lista fanno parte anche due sacerdoti diocesani: Giovanni Battista Simon (1798-1806), dottore in utroque, vicario generale e capitolare di Sassari, e Diego Marongio–Delrio di Banari, dottore in utroque a Sassari e professore di diritto canonico, decano capitolare.
Quattro i vescovi provenienti da Alghero, sei da Ampurias, due da Oristano (tra i quali Salvatore Isgrò), uno da Cagliari, Ales e Bisarcio, due da Bosa e due originari di Serdiana (Agostino Saba e Paolo Carta).
Monsignor Gian Franco Saba interrompe un lungo periodo che ha visto arrivare nella cattedrale di San Nicola vescovi di seconda nomina, cioè provenienti da altre diocesi. Si tratta dell’arcivescovo uscente Paolo Atzei da Tempio, del suo predecessore Salvatore Isgrò che veniva da Altamura e Gravina, e poi di Paolo Carta da Foggia e Agostino Saba proveniente dalle diocesi di Nicotera e Tropea.
Di prima nomina era invece monsignor Arcangelo Mazzotti, nominato nel 1931.
Tra i predecessori di quest’ultimo altri esperti presuli: Maurilio Fossati, (proveniente da Nuoro, rimasto solo un anno nella nostra diocesi per poi andare a Torino dove viene nominato cardinale), Cleto Cassani titolare di Tacia Montana, prima ancora Emilio Parodi, coadiutore di Marongio-Delrio.
Di prima nomina era, invece, monsignor Diego Marongio-Delrio, che fu arcivescovo di Sassari dal 1871 al 1905.
Nella storia della diocesi ben 21 presuli sono sardi o comunque provenienti da un’altra sede episcopale regionale e promossi a quella turritana.
Della lista fanno parte anche due sacerdoti diocesani: Giovanni Battista Simon (1798-1806), dottore in utroque, vicario generale e capitolare di Sassari, e Diego Marongio–Delrio di Banari, dottore in utroque a Sassari e professore di diritto canonico, decano capitolare.
Quattro i vescovi provenienti da Alghero, sei da Ampurias, due da Oristano (tra i quali Salvatore Isgrò), uno da Cagliari, Ales e Bisarcio, due da Bosa e due originari di Serdiana (Agostino Saba e Paolo Carta).
Monsignor Gian Franco Saba interrompe un lungo periodo che ha visto arrivare nella cattedrale di San Nicola vescovi di seconda nomina, cioè provenienti da altre diocesi. Si tratta dell’arcivescovo uscente Paolo Atzei da Tempio, del suo predecessore Salvatore Isgrò che veniva da Altamura e Gravina, e poi di Paolo Carta da Foggia e Agostino Saba proveniente dalle diocesi di Nicotera e Tropea.
Di prima nomina era invece monsignor Arcangelo Mazzotti, nominato nel 1931.
Tra i predecessori di quest’ultimo altri esperti presuli: Maurilio Fossati, (proveniente da Nuoro, rimasto solo un anno nella nostra diocesi per poi andare a Torino dove viene nominato cardinale), Cleto Cassani titolare di Tacia Montana, prima ancora Emilio Parodi, coadiutore di Marongio-Delrio.
Di prima nomina era, invece, monsignor Diego Marongio-Delrio, che fu arcivescovo di Sassari dal 1871 al 1905.
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