IL ritratto
Quella camminata inconfondibile del castellanese
di Donatella Sini
CASTELSARDO. «Un castellanese si riconosce dalla camminata da spiaggia». Lo affermava, non senza una punta di malignità, un’insegnante di una scuola superiore di Sassari, negli anni Ottanta, quando...
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CASTELSARDO. «Un castellanese si riconosce dalla camminata da spiaggia». Lo affermava, non senza una punta di malignità, un’insegnante di una scuola superiore di Sassari, negli anni Ottanta, quando dal centro anglonese, alla volta del capoluogo viaggiavano quotidianamente ben due corse di pullman degli studenti. Da sempre, per riconoscere un castellanese, in mezzo a tanti altri sardi, basta invece tendere l’orecchio e gustarsi la calata cantilenante, tanto bonariamente derisa dai corregionali quanto amata dai castellanesi che vi riconoscono il “suono” di casa. Per individuare un castellanese, anche se vive all’estero, basta anche guardare qual è il periodo dell’anno in cui torna a casa. Se la vacanza è programmata in Primavera, è certo che torna per assistere al Lunissanti. Anche se non frequenta assiduamente la chiesa, anche se non é credente, gli “apostoli incappucciati” attraggono il castellanese, la voce dei cantori é il richiamo primario ed essere presenti durante la Settimana Santa è un dovere e un privilegio. A tavola, il castellanese è quello che fra i piatti della tradizione, predilige i ravioli, dolci ed enormi e il pesce delle sue coste, cucinato con le ricette della tradizione, dalla razza all’agliata, alla zuppa di pesce sino all’aragosta. Il mare scorre infatti nelle vene dei castellanesi, calmo, limpido e trasparente, ma anche bianco e furioso quando è scaraventato dal maestrale, sugli scogli di trachite. Gli stessi scogli da dove i ragazzini di Castelsardo hanno imparato a tuffarsi, per coraggio, per sfida o, a volte, per forza. Tutti i bambini, infatti, prima o poi si buttano dall’isola della Marina, dagli scogli attorno alla Torre, dalla Cuddinaccia o dalla Pedraladda, con gioiosa strafottenza per dimostrare audacia e orgoglio. La stessa alterigia si trasforma immediatamente in aiuto concreto appena c’è un emergenza o qualcuno da sostenere. Perché avranno sicuramente dei difetti, i castellanesi, ma se c’è un settore in cui sono campioni è quello della solidarietà. E questo nessuno lo può negare.
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