Due studenti di chiaramonti
A 17 anni scrivono un libro sui monumenti del loro paese
CHIARAMONTI. «Noi maturavamo e, con il passare del tempo, da un’estate all’altra, il libro maturava con noi». Francesco Dettori e Simone Unali parlano dell’esito del loro lavoro con la cura che la...
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CHIARAMONTI. «Noi maturavamo e, con il passare del tempo, da un’estate all’altra, il libro maturava con noi». Francesco Dettori e Simone Unali parlano dell’esito del loro lavoro con la cura che la propria creatura merita, «frutto di esperienze che ne hanno irrobustito le conoscenze e competenze, oltre che l’amore per il proprio paese». Ma Simone e Francesco, a diciassette anni, hanno già bruciato diverse tappe rispetto ai loro coetanei e, nei giorni scorsi, in una sala consiliare gremita di parenti e amici, al fianco degli studiosi che ne hanno supportato le varie tappe, hanno presentato al pubblico il loro libro “Chiaramonti: Le chiese e i cimiteri. Storia, arte e tradizioni” (edito dalla Nuova Stampa Color di Muros), ne hanno raccontato l’idea iniziale, la cronistoria e le ripercussioni emotive delle varie fasi.
Un lavoro che avrebbe scoraggiato i più, ma non Simone e Francesco determinati a non lasciar cadere i suggerimenti dell’insegnante di lettere, Maria Arras, e della catechista, Mariuccia Soddu, loro maestra quando frequentavano la seconda media. Avrebbero potuto godersi le vacanze estive come molti altri coetanei, invece le hanno trascorse a far si che quella ricerca nata per rispondere a un progetto scolastico diventasse un libro secondo la metodologia scientifica insegnata loro dal professor Angelino Tedde. In qualità di relatore il professor Tedde non ha nascosto il suo iniziale scetticismo poi sostituito dalla solerzia nel seguire e consigliare i due giovani. «I ragazzi hanno aperto la pista allo studio dei beni culturali del paese e a una presa di coscienza del ricco patrimonio che possediamo» ha detto. Al suo fianco come relatori Carlo Patatu, Gianluigi Marras e Vincenzo Falchi, ai quali il testo era stato sottoposto per la revisione; e la storica dell’arte Tiziana Sotgiu che ha corredato di schede descrittive le foto delle tombe monumentali.
Letizia Villa
Un lavoro che avrebbe scoraggiato i più, ma non Simone e Francesco determinati a non lasciar cadere i suggerimenti dell’insegnante di lettere, Maria Arras, e della catechista, Mariuccia Soddu, loro maestra quando frequentavano la seconda media. Avrebbero potuto godersi le vacanze estive come molti altri coetanei, invece le hanno trascorse a far si che quella ricerca nata per rispondere a un progetto scolastico diventasse un libro secondo la metodologia scientifica insegnata loro dal professor Angelino Tedde. In qualità di relatore il professor Tedde non ha nascosto il suo iniziale scetticismo poi sostituito dalla solerzia nel seguire e consigliare i due giovani. «I ragazzi hanno aperto la pista allo studio dei beni culturali del paese e a una presa di coscienza del ricco patrimonio che possediamo» ha detto. Al suo fianco come relatori Carlo Patatu, Gianluigi Marras e Vincenzo Falchi, ai quali il testo era stato sottoposto per la revisione; e la storica dell’arte Tiziana Sotgiu che ha corredato di schede descrittive le foto delle tombe monumentali.
Letizia Villa
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