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Sassari

Sei mesi senza salari, via ai pignoramenti

Caos alla Casa della Divina Provvidenza: la Csa passa alle vie legali per garantire i lavoratori

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SASSARI. Alta tensione nella Casa della Divina Provvidenza. I lavoratori della struttura per anziani non vedono uno stipendio da circa sei mesi e nei giorni scorsi la Confederazione sindacati autonomi (Csa), dopo una serie di decreti ingiuntivi partiti nelle scorse settimane, ha depositato in tribunale una richiesta di pignoramento presso terzi. Nel frattempo tra i vertici della fondazione è partita la corsa contro il tempo per ottenere una linea di credito dalle banche.

La riunione dei giorni scorsi tra i sindacati e il Cda ha intavolato un dialogo ma non ha convinto il sindacato. «Abbiamo ribadito un concetto molto semplice: i lavoratori vanno pagati – spiega il coordinatore regionale della Csa, Giovanni Piras –. La fondazione ci ha posto il problema che i decreti ingiuntivi avrebbero frenato i pagamenti, ma noi siamo rimasti sulle nostre posizioni. A parole ci hanno garantito che si sta lavorando a reperire le risorse ma i lavoratori hanno necessità di fatti concreti».

E se la Csa ha scelto la via del tribunale, si è invece mossa diversamente la triade di Cgil, Cisl e Uil. «Abbiamo fatto una serie di iniziative con i lavoratori – spiega il segretario generale della Uil Fpl, Augusto Ogana – compresa un’assemblea per decidere come muoversi. Attualmente siamo in stato di agitazione sia per i ritardi negli stipendi sia per l’organizzazione del lavoro: la struttura è in una situazione di forte confusione, non si capisce chi deve gestire e impartire ordini». «I lavoratori – aggiunge – hanno sempre dimostrato grande responsabilità presentandosi a lavoro, ma a un certo punto abbiamo dato l’ultimatum alla fondazione per le retribuzioni: se non arriveranno risposte metteremo in campo forme di lotta abbastanza pesanti».

«La situazione è difficile – spiega il presidente della fondazione, Giuseppe Boccia –. Il nuovo Cda si è insediato da pochi mesi e si è subito ritrovato a fare i conti con problemi che si trascinavano da vent’anni». «Alla base di questa vicenda – aggiunge Boccia – ci sono lavoratori che stanno soffrendo, ne sono cosciente. Per questo ci stiamo facendo in quattro per risolvere il problema ed erogare gli stipendi arretrati. Siamo al lavoro per ottenere una linea di credito dalle banche e sono fiducioso che tutto si risolverà, anche perché durante gli ultimi tavoli di confronto con i sindacati l’atmosfera mi è sembrata migliore». (s.sant.)



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