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Sassari

Olmedo, per un mese dodici minatori tornano al lavoro

di Alessandro Pinna
Olmedo, per un mese dodici minatori tornano al lavoro

Firmato nei giorni scorsi il contratto per l’assunzione in Igea Ora la speranza è nel bando internazionale di concessione 

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OLMEDO. Piccola conquista per i primi dodici minatori di Olmedo perché il 16 maggio è stato firmato il contratto di lavoro che vedrà la loro assunzione in Igea per poco più di un mese. Da lunedì 21 maggio fino alla scadenza fissata del 30 giugno, potranno riprendere l’attività nel giacimento minerario di bauxite.

Una notizia attesa da tempo dagli operai e dai sindacati, che permetterà di allentare la pressione creata dalla chiusura dell’impianto e peggiorata durante i mesi successivi a causa della mancanza di certezze, della lentezza nelle risposte degli enti e del periodo trascorso dai dodici minatori i in assenza di mobilità e ammortizzatori sociali. Con azioni di protesta clamorose, come la lunga occupazione delle gallerie.

Questo è comunque solo un primo passo e si attende una dimostrazione di una volontà politica di rilancio del sito industriale da parte dell’assessorato all’Industria in un bando internazionale per riuscire a reintegrare tutti minatori prima che scada la mobilità e riuscire a dare continuità alla realtà mineraria del paese. Ora l'interesse inizia a concentrarsi sull’incontro tra i sindacati e l'assessorato del Lavoro che dovrebbe svolgersi nella prima settimana di giugno e che sarà finalizzato all’attivazione di un tavolo di discussione sulla continuità del rapporto lavorativo e l'inserimento di ulteriori cinque minatori per i quali è iniziato un conto alla rovescia allo scadere del quale vedrebbero l’esaurirsi della loro mobilità i primi giorni di luglio.

Il rischio che si corre è quello che si ripeta quanto accaduto ai dodici assunti da Igea, e cioè trascorrere un periodo di attesa senza garanzie e senza nemmeno l’assegno della mobilità.

La battaglia da vincere deve avere come conclusione il reintegro di tutti i lavoratori oppure che comunque vengano concesse loro delle alternative per evitare di rimanere senza un impiego.

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