Gli Usa dicono sì ai formaggi di Mores

La Fda statunitense ha dato alla coop “Allevatori” l’ok all’esportazione

MORES. “Ce n’è sempre una” si dice spesso sul lavoro ma questa volta “l’una” presentatasi all’inizio dell’anno alla Allevatori di Mores, una tra le più longeve cooperative casearie della Sardegna, aveva fatto sobbalzare gli amministratori e creato più di una preoccupazione. A scrivere era niente di meno che l’Fda statunitense, Food and Drug Administration, ente governativo che regola e controlla tutti i prodotti alimentari e farmaceutici in ingresso nel territorio americano che a causa di una revisione della normativa avviata sotto la presidenza Obama, imponeva a chiunque dovesse esportare i prodotti verso gli States un protocollo di controlli rigido e soprattutto un audit che avrebbe dovuto attestare l’idoneità aziendale, pena il blocco delle esportazioni, cioè la fetta più importante del fatturato aziendale. «Abbiamo sempre esportato negli Stati Uniti e la produzione del pecorino romano per noi vale circa 8.000 quintali annui di cui il 60% destinato al mercato americano – ha detto il presidente della cooperativa Gianmario Canu – e lo spettro di un blocco ci ha fatto passare brutti momenti. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio e oggi possiamo affermare con orgoglio di essere tra i primi nel nostro settore ad aver ottenuto un esito positivo e l’attribuzione del numero Fda». La questione, forse sottovalutata da parte della Regione che non ha attivato strumenti di affiancamento e sostegno alle aziende, ancora oggi rischia di creare notevoli difficoltà a tutto il comparto caseario, solo nel consorzio del pecorino romano confluiscono più di trenta aziende, poiché per una cooperativa che ha portato a termine il percorso ce ne sono ancora tante alle prese con redazione di piani, interventi strutturali, adeguamento d’impianti, formazione del personale al termine dei quali dovranno confrontarsi con un funzionario dell’ente che in modo oggettivo e magari anche impietoso darà il proprio responso. «Sapevamo che entro il 2020 ogni azienda esportatrice dovrà essere controllata fisicamente e ci siamo attivati subito per rispettare le linee guida e rendere la nostra azienda idonea – ha aggiunto Canu – A maggio abbiamo avuto il controllo e nelle scorse settimane è arrivata la buona notizia. Una grande soddisfazione per noi amministratori e per tutto il nostro staff e soprattutto la dimostrazione che siamo sempre all’avanguardia in un settore che negli anni, soprattutto per quanto riguarda le normative, è profondamente cambiato». Nove milioni di litri di latte lavorato ogni anno, duecento soci sparsi in tutto il nord Sardegna e circa nove milioni di fatturato fanno della Allevatori Mores una delle aziende di punta del caseario.

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