La Nuova Sardegna

Sassari

Batteri in corsia: «Nessun allarme»

Batteri in corsia: «Nessun allarme»

Per i medici i 9 pazienti colonizzati da germi sono un problema di tutti i nosocomi

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. «È un problema che riguarda tanti ospedali italiani, oltre che europei per non dire addirittura di gran parte del mondo. Il caso dei nove pazienti in isolamento in stanza da uno o due posti letto nel reparto di Lungodegenza del Santissima Annunziata di Sassari, perché colonizzati e cioè portatori sani e non infetti da organismi multiresistenti, è un fenomeno comune». E ancora: «Richiede particolare attenzione ma, al momento, non desta allarme né allarmismo».

I direttori della Lungodegenza e della Medicina interna dell'Aou di Sassari, rispettivamente Antonio Uneddu e Francesco Bandiera intervengono sulla situazione dei propri reparti. «Si tratta di un fenomeno che interessa prevalentemente pazienti anziani defedati, alcuni dei quali arrivano da casa o dalle residenze sanitarie. Non possiamo escludere che alcune di queste colonizzazioni fossero già presenti nei pazienti, ancora prima dell'ingresso nei nostri reparti». La presenza di questi organismi multiresistenti è conseguenza dell'alto uso di antibiotici sia in campo umano sia in quello veterinario, a esempio negli allevamenti di animali le cui carni, poi, vengono mangiate dall'uomo. «In tutti questi casi, comunque – assicurano i due direttori – vengono messe in atto tutte le misure previste dalle normative, vengono seguite le precauzioni standard da contatto che negli ultimi anni sono state implementate con la disponibilità, all'ingresso di ogni stanza, di gel battericida disinfettante per le mani a disposizione non solo del personale sanitario ma anche di familiari e visitatori. «Mettiamo in atto una serie di approfondimenti - spiega Paolo Castiglia, direttore di Igiene ospedaliera - e attraverso indagini di biologia molecolare verifichiamo se questi organismi siano oppure no dello stesso ceppo». Una analisi importante, perché permette di escludere casi di epidemia. Che non riguardano, a esempio, il reparto di Lungodegenza. «Da luglio di quest'anno a oggi - afferma ancora Paolo Castiglia - le indagini fatte finora sui microrganismi alert ci portano a dire che i pazienti di quel reparto sono stati colonizzati da almeno sei diversi fenotipi. Non c'è quindi un caso di epidemia. Non si può escludere, invece, che i pazienti arrivino in ospedale già colonizzati», conclude. Per domani, intanto, la direzione di presidio ha già convocato una riunione operativa con l'Igiene ospedaliera, la Lungodegenza, la Medicina interna e la direzione Infermieristica, «perché in questi casi - sottolinea Antonio Uneddu - è necessario incrementare la presenza di personale infermieristico dedicato».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative