Sassari, all'ippodromo piovono calcinacci: le gare sono a rischio

Struttura inagibile: i vigili del fuoco hanno fatto un sopralluogo e sigillato la tribuna. Il 12 ottobre è prevista la prima corsa

SASSARI. Il calendario scalpita e l’ippodromo invece è zoppo. Infatti è fuori uso una delle strutture portanti dell’impianto, ovvero la tribuna che dovrebbe ospitare il pubblico. Ieri sono arrivati i vigili del fuoco, hanno visto i calcinacci per terra, hanno sollevato lo sguardo sul soffitto e si sono resi conto che la copertura non era per niente sicura. Quindi hanno nastrato la tribuna e blindato l’accesso. Da quel momento è cominciato il conto alla rovescia: il 12 di ottobre, infatti, a Sassari parte la stagione delle corse.

Peppino Pala, che gestisce l’ippodromo da decenni, mette sul tavolo la sua proverbiale diplomazia: «Aspetto sino a domani mattina riscontri dall’assessorato allo sport. Dopodiché mi metto in moto e provvedo personalmente alle riparazioni. Ho già contattato un’impresa, ha già svolto un sopralluogo e in cinque giorni di lavoro la tribuna sarebbe messa in sicurezza». Lo scontrino per l’intervento, trattandosi di manutenzione straordinaria, naturalmente sarebbe messo in conto a Palazzo Ducale.

Il fatto è che i piccoli cedimenti nell’intonaco non sono questa clamorosa sorpresa. «Già dall’anno scorso – dice Pala – il Comune era perfettamente al corrente delle precarie condizioni del tetto. Per controllare erano arrivati i tecnici, gli ingegneri, ma dopo la visita nessuno si è più fatto vivo. E la situazione di degrado è ulteriormente peggiorata sino a rendere pericolosa e inagibile la tribuna. Ma di fatto, senza quest’area di accoglienza degli spettatori, l’intero ippodromo risulta inutilizzabile. A ottobre sono previste quattro corse, e non ci sarebbe la possibilità di recuperare gli eventi in altri periodi dell’anno. Per la nostra gestione si tratterebbe di un danno economico ingente, e anche per gli appassionati di ippica la delusione sarebbe grande».

Per scongiurare lo stop delle gare occorrerebbero circa 5mila euro e cinque giorni di lavoro. L’impresa specializzata opererebbe con una scala aerea martellando sulle parti di intonaco ammalorate. «Stiamo parlando di un primo intervento tampone, che servirebbe solo a una rapida messa in sicurezza funzionale alla riapertura dell’impianto. Poi però occorrerebbe provvedere al risanamento definitivo della tribuna, perché le condizioni generali di degrado, da me ampiamente segnalate, sono evidenti».

La riparazione della tribuna rappresenta la priorità assoluta, ma all’interno dell’area ippodromo le criticità non mancano. «C’è ad esempio la pista ciclabile – prosegue Peppino Pala – che è stata realizzata e poi di fatto abbandonata».

E ancora i problemi al punto di ristoro: «La copertura è in legno e mal progettata. Infatti tende ad imbarcarsi, e in presenza di piogge si creano accumuli che poi tendono a infiltrarsi all’interno. In pratica finisce per piovere dentro i locali».

Invece non ci sono stati più segni di cedimento nel muro di contenimento di fronte alla tribuna. Il marzo scorso, dopo il periodo di piogge persistenti, i massi erano franati. Anche in quel caso si era posto un problema di sicurezza e agibilità. Ma le opere di consolidamento sembrano aver risolto.

Adesso quindi la palla è nelle mani dell’assessorato allo Sport, che potrà intervenire rapidamente con una propria ditta. Altrimenti il Comune potrebbe dare l’autorizzazione ai gestori di reclutare un’impresa che si occupi rapidamente della messa in sicurezza. Mancano una ventina di giorni alle gare, e l’ippodromo è tutt’altro che pronto ad ospitarle.

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