Latte Dolce e Sassari 2: è rivolta contro il porta a porta

Palazzine di via Cilea, 108 famiglie rifiutano i contenitori condominiali: «Dateci i mastelli individuali»

SASSARI. La rivoluzione del porta a porta tra Latte Dolce e Sassari 2 scatena delle piccole insurrezioni popolari. Sul piede di guerra ci sono 108 famiglie. Puntano i piedi e del conferimento nei nuovi contenitori non ne vogliono sentire. Non contestano il porta a porta in sè, tutt’altro. Sanno benissimo che si tratta del sistema più efficace che un’amministrazione può mettere in campo per innalzare la percentuale della differenziata. Tuttavia sono contro il porta a porta condominiale che il Comune vorrebbe imporre tra i palazzi di via Baratz, via Cilea, via Cedrino e via Coghinas. Gli inquilini insistono per ottenere il porta a porta individuale, quello dove ciascun utente possiede i propri mastelli in plastica di colore diverso, differenzia nella propria abitazione i rifiuti e risponde personalmente della correttezza del conferimento.

«Abitiamo nelle cooperative marroni, quelle vicino al treno – spiegano i residenti – sono diciotto palazzine che ospitano ciascuna 6 nuclei familiari. Ognuna col proprio numero civico e con il proprio cancello di ingresso separato. Abbiamo letto bene il regolamento sul porta a porta, e in un passaggio c’è scritto che il porta a porta con i cassoni carrellati comuni si applica quando i condomìni comprendono più di sei famiglie. Quindi nel nostro caso il conferimento corretto dovrebbe essere il porta a porta individuale». Ma anche il Comune punta i piedi, dal momento che le diciotto palazzine vengono considerate facenti parte di un unico comparto, come se configurassero un maxi condominio. Infatti c’è un muro e una recinzione che blinda gli edifici. Sta di fatto che questo braccio di ferro va avanti dal 21 settembre, da quando cioè Ambiente Italia ha incontrato gli inquilini per illustrare le nuove modalità della raccolta rifiuti. In quell’occasione ciascuno ha espresso le proprie ragioni, e tutti si sono arroccati senza trovare un accordo. Quindi il Comune da una settimana ha rimosso tutte le batterie di cassonetti dalle vie, e le 108 famiglie non si sa bene come e dove gettino le loro buste di immondizia.

«Non è un nostro capriccio – spiegano gli inquilini – ci sono ragioni precise che sconsigliano la soluzione dei cassoni condominiali. La prima è una questione di sicurezza: ci siamo dotati di recinzione e di un cancello elettrico, proprio per evitare brutte sorprese, e saremo costretti a lasciarlo aperto dalle 4 del mattino alle 10 per consentire al mezzo della nettezza urbana di entrare per svuotare i contenitori. All’interno del condominio non ci sono nemmeno spazi idonei ad ospitare i carrellati, che oltretutto dovrebbero essere lavati da noi. Mi chiedo che fine farebbe il percolato».

La ditta Ambiente Italia, da parte sua, porta avanti un discorso di economicità e praticità del servizio di raccolta: svuotare 18 mega contenitori, invece che 108 piccoli mastelli, è sicuramente più rapido e conveniente.

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