Centro sicuro, la stretta continua
Riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza: arrivati i primi risultati, incrementiamo i controlli
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SASSARI. Confermato il posto fisso in porta Sant’Antonio, i controlli capillari nelle vie della città murata, la “pressione” coordinata di polizia, carabinieri, polizia municipale e guardia di finanza. Che crescerà ulteriormente nelle prossime settimane.
Perché i primi risultati sono già arrivati, al centro storico e in tutta la città, con una diminuzione dei reati commessi, un aumento dei controlli delle denunce e degli arresti, una diversa percezione di sicurezza che si inizia, lentamente, a respirare.
Non ha intenzione di mollare la presa in comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, riunitosi ieri in prefettura per fare il punto sull’escalation di episodi di violenza e microcriminalità che hanno interessato il centro della città in queste ultime settimane, scoperchiando una situazione di generale disagio che nessuno sembra più voler sottovalutare.
Nel palazzo della prefettura, invitati dal prefetto Giuseppe Marani, ieri mattina si sono trovati il procuratore Gianni Caria, il questore Diego Buso, i comandanti provinciali dei carabinieri, Luca Corbellotti, e della guardia di finanza, Nello Reni, il sindaco Nicola Sanna accompagnato dall’assessore alla polizia locale Antonio Piu e dal comandante della Municipale Gianni Serra.
All’ordine del giorno la situazione generale dell’ordine pubblico al centro storico, ma soprattutto i risultati delle prime risposte decise date da forze dell’ordine e polizia municipale in questi giorni.
Una presenza massiccia, con controlli del territorio e antispaccio ma anche amministrativi sulle attività e sugli immobili affittati, che, come sottolinea la stessa prefettura riferendo gli esiti dell’incontro: «Si sono sostanziati in un incremento dei controlli, delle denunce e degli arresti, in una situazione che fa registrare una diminuzione dei reati commessi che ha conseguito risultati particolarmente importanti con il concorso delle forze di polizia e della polizia locale».
Un’azione che tutti i presenti hanno convenuto di dover ulteriormente incrementare nei prossimi giorni, in un quadro di «sempre maggior coordinamento delle attività tra le diverse forze in campo a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, incrementando l’attività di collaborazione della polizia locale con le altre forze di polizia». Attenzione massima insomma, per dare una prima risposta alla grandissima parte dei residenti del centro storico che del degrado e dell’insicurezza sono le principali vittime. E per dare modo a chi nel cuore antico di Sassari continua a credere e scommettere di poter portare avanti le indispensabili azioni di crescita, integrazione, contaminazione, arricchimento, riqualificazione urbana, rivitalizzazione sociale e culturale.
Perché la “stretta” sulla sicurezza sicuramente da sola non basta, ma nel degrado anche i migliori germogli finiscono inevitabilmente per marcire.
Perché i primi risultati sono già arrivati, al centro storico e in tutta la città, con una diminuzione dei reati commessi, un aumento dei controlli delle denunce e degli arresti, una diversa percezione di sicurezza che si inizia, lentamente, a respirare.
Non ha intenzione di mollare la presa in comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, riunitosi ieri in prefettura per fare il punto sull’escalation di episodi di violenza e microcriminalità che hanno interessato il centro della città in queste ultime settimane, scoperchiando una situazione di generale disagio che nessuno sembra più voler sottovalutare.
Nel palazzo della prefettura, invitati dal prefetto Giuseppe Marani, ieri mattina si sono trovati il procuratore Gianni Caria, il questore Diego Buso, i comandanti provinciali dei carabinieri, Luca Corbellotti, e della guardia di finanza, Nello Reni, il sindaco Nicola Sanna accompagnato dall’assessore alla polizia locale Antonio Piu e dal comandante della Municipale Gianni Serra.
All’ordine del giorno la situazione generale dell’ordine pubblico al centro storico, ma soprattutto i risultati delle prime risposte decise date da forze dell’ordine e polizia municipale in questi giorni.
Una presenza massiccia, con controlli del territorio e antispaccio ma anche amministrativi sulle attività e sugli immobili affittati, che, come sottolinea la stessa prefettura riferendo gli esiti dell’incontro: «Si sono sostanziati in un incremento dei controlli, delle denunce e degli arresti, in una situazione che fa registrare una diminuzione dei reati commessi che ha conseguito risultati particolarmente importanti con il concorso delle forze di polizia e della polizia locale».
Un’azione che tutti i presenti hanno convenuto di dover ulteriormente incrementare nei prossimi giorni, in un quadro di «sempre maggior coordinamento delle attività tra le diverse forze in campo a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, incrementando l’attività di collaborazione della polizia locale con le altre forze di polizia». Attenzione massima insomma, per dare una prima risposta alla grandissima parte dei residenti del centro storico che del degrado e dell’insicurezza sono le principali vittime. E per dare modo a chi nel cuore antico di Sassari continua a credere e scommettere di poter portare avanti le indispensabili azioni di crescita, integrazione, contaminazione, arricchimento, riqualificazione urbana, rivitalizzazione sociale e culturale.
Perché la “stretta” sulla sicurezza sicuramente da sola non basta, ma nel degrado anche i migliori germogli finiscono inevitabilmente per marcire.
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