Niente Piano urbanistico del litorale, addio al Lido di Platamona

Il ritardo nell’approvazione da parte del Comune di Sassari costringe il gestore a smantellare entro ottobre le strutture amovibili

SASSARI. Al confine balneare tra Sassari e Sorso è scoppiato un caso che rischia di mandare gambe all’aria il rilancio turistico di Platamona. È quello che riguarda il Lido Sardegna. L’area privata a un palmo dalla Rotonda dovrà essere sgomberata dai chioschi e dai servizi balneari entro fine mese. Il motivo? Il Comune di Sassari non ha ancora approvato il Pul e quindi gli imprenditori non possono godere della deroga regionale prevista dalla normativa dei litorali metropolitani.

Il caso. Al centro della vicenda è finito l’area dell’ex Lido di Sassari, ora in capo alla società Juan Luis Srl, rappresentata dall’imprenditore Luigi Guidi. Nelle scorse settimane il Comune ha notificato alla società un provvedimento di modifica in autotutela dell’autorizzazione edilizia rilasciata nel 2017. Nella nuova autorizzazione viene espresso a chiare lettere la temporaneità del provvedimento per l’installazione delle strutture precarie. In sintesi: vanno rimosse entro il 31 ottobre. Un duro colpo per il rilancio di Platamona e anche per l’imprenditore. O meglio, gli imprenditori, visto che l’area pullula di nuove iniziative imprenditoriali che ora rischiano di finire in ginocchio: i lavori di smantellamento e riposizionamento delle strutture per la prossima stagione estiva a occhio e croce costeranno 95mila euro.


Il paradosso. Se gli imprenditori sul lato sassarese piangono, quelli quel lato sorsense invece gongolano. La vicenda del Lido Sardegna va infatti letta attraverso le lenti della legge regionale in materia. La normativa, che nei mesi scorsi è stata aggiornata dopo un braccio di ferro nelle stanze cagliaritane andato avanti per anni, prevede una deroga per le strutture amovibili installate a Platamona e in altre località dell’isola. La deroga funziona dentro i confini di Sorso, mentre non è efficace nella parte sassarese di Platamona, dove sorge il Lido Sardegna.

La protesta. Ad accendere i riflettori sul caso del Lido Sardegna è il vicepresidente del consiglio regionale, Antonello Peru, che punta il dito contro il Comune di Sassari accusandolo di «ritardi inconcepibili». Entro pochi giorni i servizi per i bagnanti e le attrezzature dovranno essere rimosse: «La rabbia aumenta perché, a un colpo di acceleratore, ai piedi dell’arenile che rientra nella competenza di Sorso, i casotti in legno con pergolati e verande vista mare potranno sopravvivere».

Pul arenato. Ma come è possibile che le regole cambino al confine tra Sorso e Sassari? Semplice, il capoluogo è in ritardo con il Pul. «Le disposizioni regionali – spiega il vicepresidente Peru – consentirebbero una proroga delle concessioni ai gestori dei chioschi ma la mancata approvazione da parte del Comune di Sassari del Pul determina la demolizione delle strutture, con spese ingenti per i gestori. Le lungaggini e i ritardi nella gestazione di questo provvedimento sono intollerabili e danneggiano gli imprenditori».

La deroga. L’esponente dei forzisti, in occasione del via libera ad alcune innovazioni in materia edilizia, è stato il promotore dell’emendamento che ha inserito la deroga.

«Un’ottima soluzione per Platamona, frequentata per tutto l’anno da turisti e cittadini – spiega ancora Peru – ma con la previsione che i Comuni si dotassero del Pul. Mentre Sorso ha approvato il progetto, con la possibilità di allungare la stagione per i concessionari delle aree, invece Sassari resta indietro nell’adozione dello strumento».

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