Tafferugli post gara, assolto tifoso della Torres
I fatti nel 2012 dopo la partita contro il Portotorres. Un altro imputato è stato condannato a 4 mesi
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SASSARI. Sei anni di dibattimento, 18 udienze, 12 testimonianze. Si è concluso con un’assoluzione e una condanna il lungo processo a carico di due imputati ai quali nel 2012 erano stati contestati i reati di lesioni, danneggiamento, violenza privata e minacce. Accuse pesanti che avevano fatto finire davanti al giudice Anna Pintore quattro tifosi della Torres. Per due di loro le parti civili avevano rimesso la querela e il processo si era quindi estinto, mentre era andato avanti per Francesco Piredda e Massimo Mura, entrambi difesi dall’avvocato Umberto Carboni. Ieri mattina Piredda è stato assolto per non aver commesso il fatto, Mura è stato invece condannato a 4 mesi ma il legale ha già annunciato che dopo aver letto le motivazioni della sentenza presenterà ricorso in appello.
I fatti. Il 9 settembre del 2012 a Porto Torres si gioca la partita tra i padroni di casa e la Torres (serie D). Una giornata di festa, con chioschi dentro lo stadio. Tantissimi tifosi, alla fine della partita, si erano ritrovati per bere qualcosa. All’improvviso nel settore ospiti partono i tafferugli. Ad avere la peggio i custodi dello stadio, marito e moglie. I due indicano alla polizia quelli che a loro dire sono i responsabili (alcuni li identificano subito e uno a distanza di tempo). E cioè Piredda, Mura, Francesco Salis e Grazia Piga (per questi ultimi era stata ritirata la denuncia). Di Piredda, in particolare, danno una descrizione molto precisa con dettagli anche sul vestiario. Ma l’avvocato Carboni durante il dibattimento produce delle fotografie fatte quel giorno durante la partita, scatti che ritraggono gli spalti occupati dai tifosi della Torres. E proprio da queste immagini emerge che la descrizione di Piredda (baffi e maglia nera con scritte dorate) fornita dalla parte offesa (i due coniugi erano assistiti dagli avvocati Pietro Diaz e Teresa Pes) non corrisponde alla realtà visto che l’imputato era vestito in maniera completamente diversa e soprattutto non aveva i baffi. A questo proposito era stato sentito in aula anche il fotografo ufficiale della gara che aveva confermato. Inoltre, al momento dell’aggressione tre dei quattro imputati erano stati visti da svariati testimoni a notevole distanza dal punto dei tafferugli. (na.co.)
I fatti. Il 9 settembre del 2012 a Porto Torres si gioca la partita tra i padroni di casa e la Torres (serie D). Una giornata di festa, con chioschi dentro lo stadio. Tantissimi tifosi, alla fine della partita, si erano ritrovati per bere qualcosa. All’improvviso nel settore ospiti partono i tafferugli. Ad avere la peggio i custodi dello stadio, marito e moglie. I due indicano alla polizia quelli che a loro dire sono i responsabili (alcuni li identificano subito e uno a distanza di tempo). E cioè Piredda, Mura, Francesco Salis e Grazia Piga (per questi ultimi era stata ritirata la denuncia). Di Piredda, in particolare, danno una descrizione molto precisa con dettagli anche sul vestiario. Ma l’avvocato Carboni durante il dibattimento produce delle fotografie fatte quel giorno durante la partita, scatti che ritraggono gli spalti occupati dai tifosi della Torres. E proprio da queste immagini emerge che la descrizione di Piredda (baffi e maglia nera con scritte dorate) fornita dalla parte offesa (i due coniugi erano assistiti dagli avvocati Pietro Diaz e Teresa Pes) non corrisponde alla realtà visto che l’imputato era vestito in maniera completamente diversa e soprattutto non aveva i baffi. A questo proposito era stato sentito in aula anche il fotografo ufficiale della gara che aveva confermato. Inoltre, al momento dell’aggressione tre dei quattro imputati erano stati visti da svariati testimoni a notevole distanza dal punto dei tafferugli. (na.co.)
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