L’addio di tutto il Meilogu a don Spina

Folla ai funerali a Thiesi. Don Ruzzu: una vita dedicata ai giovani, ascoltava tutti

THIESI. Commosso addio delle comunità del Meilogu, venerdì pomeriggio, a don Salvatore Spina, una straordinaria vita dedicata a Dio e ai giovani. Affollata la chiesa di Santa Vittoria di Thiesi per l’ultimo saluto a quell’uomo di Dio «dal carattere umano grande e dai valori profondissimi. Cordiale e sempre disponibile. Ascoltava tutti e a lui accorrevano tutti», così lo ha ricordato don Tore Ruzzu, parroco di Thiesi e successore di don Spina.

«Non posso dimenticare il gelato di fine anno catechistico – ha raccontato un giovane di Thiesi – le mille lire che regalava sempre ai chierichetti dopo la messa domenicale o i pomeriggi a guardare i film all’Enal». Erano davvero numerose le attività che don Spina condivideva con i giovani: i campeggi a La Madonnina, il calcio e lo sport in generale.

A celebrare la santa messa, nella parrocchia gremita di fedeli, l’arcivescovo Gian Franco Saba insieme a monsignor Paolo Atzei. Tutti hanno espresso una parola di gratitudine per don Salvatore. A Thiesi c’erano tutti i sindaci la gente del Meilogu e in particolare, di Cossoine, paese d’origine del prete; oltre trenta sacerdoti provenienti da tutte le diocesi limitrofe e le forze dell’ordine. «Era come un fratello perché abbiamo vissuto molti anni insieme in seminario: due anni in quello ordinario di Sassari e quattro anni nel seminario Regionale di Cuglieri – ha ricordato don Ruzzu – Dopo l’ordinazione è stato nominato viceparroco a Ittiri, dove per ben tredici anni si è dedicato sempre ai giovani». Nel cuore del Coros, proprio a Ittiri, don Spina ha fondato la squadra dell’Ittiri Cannedu e dell’Ittiri Sprint. Impegnatissimo nel sociale e ottimo calciatore «aveva la dote del dribbling e per me era più bravo di Maradona – ha aggiunto accennando un sorriso don Ruzzu – un grande sportivo e un grande nuotatore ma soprattutto un uomo disponibile al dialogo con chiunque avesse bisogno». Una signora di Siligo presente al funerale ricordava che nei convegni spirituali era sempre pronto a suonare la fisarmonica per rendere allegri i momenti di riposo.

Don Spina era malato da diversi anni ma faceva di tutto per evitare che gli altri se ne preoccupassero. «Sarà difficile dimenticare don Salvatore – ha concluso don Ruzzu – e quella disponibilità avuta verso tutti».

Daniela Deriu

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