Sassari, dal liceo al camice bianco: ci sperano 26 ragazzi

Presentato il percorso di biomedica avviato all’Azuni con l’Ordine professionale. Un’opportunità per scoprire sin dai banchi di scuola se c’è vocazione e attitudine

SASSARI. «Già dalle medie avevo deciso di fare il medico e questo corso mi consente di poter valutare già da adesso se la passione che coltivo si potrà tradurre nella professione della mia vita». Marta Uzzau ha sedici anni e le idee chiare. Come quelle degli altri 25 suoi coetanei, selezionati su 45 studenti, che stanno frequentando dall’inizio dell’anno scolastico il percorso di potenziamento e orientamento di “Biologia con curvatura biomedica” al Liceo classico Azuni.

Unico istituto della Provincia ad aver ottenuto dal ministero della Istruzione, università e ricerca l’ok a realizzare un progetto nato d’intesa con la Federazione nazionale degli Ordini dei medici per offrire l’occasione ai ragazzi della prima liceo «di scoprire se davvero hanno la vocazione e l’attitudine a intraprendere una carriera medica o comunque in ambito sanitario». Lo ha spiegato il presidente dell’Ordine provinciale dei medici, Nicola Addis, ieri mattina, quando nell’aula magna dell’istituto affollata dai giovanissimi aspiranti “camici bianchi” e da insegnanti e referenti è stata presentata un’iniziativa per certi versi rivoluzionaria. Partita pochi anni fa, a livello nazionale, sul modello creato dal Liceo Scientifico Leonardo di Reggio Calabria.

A Sassari l’Azuni offrirà ai ragazzi per i tre anni del liceo 150 ore aggiuntive di lezioni tarate sulle competenze che le professioni sanitarie richiedono: Per citare qualche materia si va dalle discipline medico scientifiche agli elementi di fisica medica fino all’inglese scientifico. La didattica sarà svolta per 20 ore all’anno dai docenti interni alla scuola, altre 20 da medici indicati dall’Ordine provinciale mentre 10 ore saranno di tirocinio in strutture sanitarie, ospedali e laboratori di analisi. Sull’organizzazione dell’attività esterna alla scuola è impegnato il vicepresidente dell’Ordine professionale, Salvatore Lorenzoni, mentre i docenti Giannina Piras e Fabio Di Pietro sono rispettivamente referente e delegato ai rapporti con il Miur.

«Finalmente la scuola fa orientamento con l’ingresso di professionisti – ha commentato il dirigente del liceo, Roberto Cesaraccio –. E diamo l’opportunità ai ragazzi che si vogliano iscrivere all’Azuni di un ulteriore percorso specializzato oltre che una nuova prospettiva di crescita per l’istituto. Abbiamo già ricevuto richieste di informazioni da studenti delle medie ed è un segnale positivo. Perché il prossimo anno potremo selezionare altri giovani che aspirano alle professioni mediche». Cesaraccio e Addis chiariscono anche che l’innovativo percorso in “biomedica” non è fatto in funzionamento del superamento del test di ingresso in Medicina». «Ma si è visto che chi lo ha frequentato ha maggiori possibilità di passare la prova». (p.f.)

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