Alghero, il golf per rilanciare Maria Pia

Presentato in Comune e in Regione il progetto per realizzare il primo campo pubblico in Italia

ALGHERO. Da anni Alghero si attorciglia sugli stessi problemi. Il primo è lo smaltimento delle acque reflue depurate a San Marco, con conseguenze per il sistema lagunare del Calich e il ripetersi del fenomeno della “marea gialla” a Maria Pia. Il secondo è il destino di Maria Pia, appunto, tra chi non vuole che si tocchi niente e chi vuole alberghi. Il terzo è la destagionalizzazione dei flussi turistici: un modo di dire senza sbocchi pratici. Il quarto è la disoccupazione. Il quinto è la gestione degli impianti sportivi. Il sesto è lo stato del Palacongressi, aperto giusto il tempo di un paio di inaugurazioni.

Da qualche giorno giace al protocollo del Comune di Alghero una soluzione per tutto. Si chiama “Congressional Park Stadium” ed è farina del sacco dell’Alghero Park Country, associazione senza scopo di lucro che raduna ottanta appassionati di golf ad Alghero e dintorni. È il progetto del primo parco pubblico da golf in Italia e ha la benedizione della Federazione italiana golf. Il suo promotore è Gianluca Musilli. Nato nuorese, algherese d’adozione, 49 anni, agronomo, laurea a Sassari e master a Malaga in Progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di parchi da golf - «solo in Italia li chiamiamo campi, come se quella fosse la loro unica funzione», spiega - ha lavorato in prestigiosi impianti europei, completando con un’esperienza di studio e lavoro alla Ohio States University, Usa. Da un anno è tornato in città con un chiodo fisso: trasformare quella landa desolata di Maria Pia in un parco pubblico con percorsi ciclabili, sentieri per il running, camminamenti pedonali, aree verdi di libera fruizione e diciotto buche per il golf. Dopo essersi fatto le ossa a Valderrama, in Andalucia, Spagna, Gianluca Mucilli ha lavorato in Scozia, all’“Old Course” di Saint Andrews, percorso da golf fruibile anche come parco pubblico. La “mecca” dei golfisti, prima nel ranking mondiale, seicento anni di storia, ha ispirato l’idea per Maria Pia.

«È un progetto prioritario di pubblica utilità», annuncia. Golf per tutti, 280 euro all’anno, in una struttura realizzata con soldi pubblici come ogni altro impianto: piscine, palestre e campi. Otto milioni di euro per trasformare in cinque anni quei 43 ettari quasi tutti pubblici in un’oasi. Irrigati con le acque reflue depurate, integrati al polo congressuale, dedicati ad altre attività sportive e alla pubblica fruizione, zero impatto ambientale, gestiti come un impianto pubblico. Nella visione di Musilli e dell’Alghero Park Country, il “Congressional Park Stadium” creerebbe 160 posti di lavoro subito e darebbe il la «alla realizzazione del polo golfistico “Riviera del corallo”, che con quattro o cinque campi garantirebbe un migliaio di occupati». Non sono numeri a caso. «Lungo i cento chilometri della costa andalusa ci sono settanta campi e 17mila e 700 occupati», spiega l’agronomo che rifiuta l’ostilità di chi fa «terrorismo ambientale nei confronti del golf», come afferma. La soluzione a tutto, insomma, c’è. È protocollata a Porta Terra.
 

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