Dieci davanti al gup per attentati e droga: ruoli ancora da definire
SASSARI. Hanno discusso per ore nel tentativo di definire con maggiore precisione le posizioni individuali dei loro assistiti «finiti in un unico calderone» ma che, a detta dei legali, avrebbero...
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SASSARI. Hanno discusso per ore nel tentativo di definire con maggiore precisione le posizioni individuali dei loro assistiti «finiti in un unico calderone» ma che, a detta dei legali, avrebbero invece responsabilità minori rispetto agli altri imputati.
Il processo che si sta celebrando davanti al gup Antonello Spanu è quello che fa seguito agli arresti eseguiti dalla squadra mobile di Sassari un anno fa. L’inchiesta era partita dopo un episodio: da una macchina che sfrecciava nella parte bassa di via Turritana erano partiti dei colpi di pistola contro le finestre di un’abitazione. Le indagini della polizia si erano da subito concentrate su Gianfranco Fattaccio, sassarese di 34 anni, ex compagno della donna che viveva nell’appartamento preso di mira dallo sparatore. Due giorni dopo, il principale indiziato per gli spari notturni aveva lasciato l’isola e per lui le manette erano scattate un mesetto dopo allo sbarco dalla nave, a Olbia. Ma nel mentre era partita una lunga e complessa indagine della squadra mobile che portò all’arresto di 12 persone per detenzione illegale di armi da fuoco, minacce, incendio doloso di alcune macchine (tra cui quella della ex di Fattaccio) e spaccio di droga. Fattaccio ha gia patteggiato 4 anni e 8 mesi, due anni e 8 mesi sua cognata Claudia Puggioni. Altri andranno a dibattimento. Mentre con l’abbreviato saranno giudicati Andrea Pintadu (chiesta per lui una condanna a 10 anni), Gabriele Serra e Gabriele Ru, Massimiliano Leoni, Anna Rosa Casula, Alessandro Curreli, Marco Pani e Manuel Ovidio Biotti. Per ciascuno è stata chiesta la condanna a sei anni, mentre per altri due imputati (Fresi e Casu) chiesti quattro e sei anni.
Ieri hanno discusso i primi difensori Claudio Mastandrea, Luca Sciaccaluga, Andrea Piroddi e Raffaele Rocco. (na.co.)
Il processo che si sta celebrando davanti al gup Antonello Spanu è quello che fa seguito agli arresti eseguiti dalla squadra mobile di Sassari un anno fa. L’inchiesta era partita dopo un episodio: da una macchina che sfrecciava nella parte bassa di via Turritana erano partiti dei colpi di pistola contro le finestre di un’abitazione. Le indagini della polizia si erano da subito concentrate su Gianfranco Fattaccio, sassarese di 34 anni, ex compagno della donna che viveva nell’appartamento preso di mira dallo sparatore. Due giorni dopo, il principale indiziato per gli spari notturni aveva lasciato l’isola e per lui le manette erano scattate un mesetto dopo allo sbarco dalla nave, a Olbia. Ma nel mentre era partita una lunga e complessa indagine della squadra mobile che portò all’arresto di 12 persone per detenzione illegale di armi da fuoco, minacce, incendio doloso di alcune macchine (tra cui quella della ex di Fattaccio) e spaccio di droga. Fattaccio ha gia patteggiato 4 anni e 8 mesi, due anni e 8 mesi sua cognata Claudia Puggioni. Altri andranno a dibattimento. Mentre con l’abbreviato saranno giudicati Andrea Pintadu (chiesta per lui una condanna a 10 anni), Gabriele Serra e Gabriele Ru, Massimiliano Leoni, Anna Rosa Casula, Alessandro Curreli, Marco Pani e Manuel Ovidio Biotti. Per ciascuno è stata chiesta la condanna a sei anni, mentre per altri due imputati (Fresi e Casu) chiesti quattro e sei anni.
Ieri hanno discusso i primi difensori Claudio Mastandrea, Luca Sciaccaluga, Andrea Piroddi e Raffaele Rocco. (na.co.)
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