processo “alzheimer”
In aula dietrofront del legale e accuse al supertestimone
SASSARI. L’avvocato Giuseppe Tempesta fa dietrofront e dopo aver comunicato nell’ultima udienza la decisione di voler rinunciare all’incarico di difensore del neurologo di Ittiri Giuseppe Dore (e di...
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SASSARI. L’avvocato Giuseppe Tempesta fa dietrofront e dopo aver comunicato nell’ultima udienza la decisione di voler rinunciare all’incarico di difensore del neurologo di Ittiri Giuseppe Dore (e di altri tre imputati “minori”) ieri ha invece confermato al collegio presieduto da Mauro Pusceddu (a latere Giulia Tronci e Sergio de Luca) che continuerà il mandato. «Contrariamente alle mie direttive non hanno voluto sottoporsi a esame» aveva detto il legale solo una settimana fa, lasciando intendere che era venuto meno quel rapporto di collaborazione tra avvocato e cliente. Ma evidentemente in questi giorni c’è stato un chiarimento e Tempesta è tornato sui suoi passi. Ieri è anche ricomparso in aula lo stesso Dore.
Quello in corso nel palazzo di giustizia di Sassari è un processo a carico di 21 imputati nato dall’inchiesta condotta dal procuratore Gianni Caria e finalizzata a far luce sulla Psiconeuroanalisi. Una terapia per la cura dell’Alzheimer e di altre demenze definita “miracolosa” dal suo ideatore – il neurologo Dore, appunto – ma che per il procuratore Gianni Caria in realtà era priva di validità scientifica e avrebbe previsto atteggiamenti violenti nei confronti dei pazienti.
Ieri sono stati sentiti anche alcuni testi della difesa, tra cui una socia dell’Aion, l’associazione che si occupava di accogliere i familiari dei pazienti malati di Alzheimer in cura da Dore. La donna ha rivolto accuse pesantissime a Davide Casu, uno dei più stretti collaboratori del neurologo ma anche lo stesso che con il suo racconto fece partire l’inchiesta che portò agli arresti del 2012: «Se c’era uno violento era proprio Casu. Mi ha molestato, mi manipolava psicologicamente – ha detto la donna – E parlava male di Dore perché non sopportava che ci fosse una persona migliore di lui». (na.co.)
Quello in corso nel palazzo di giustizia di Sassari è un processo a carico di 21 imputati nato dall’inchiesta condotta dal procuratore Gianni Caria e finalizzata a far luce sulla Psiconeuroanalisi. Una terapia per la cura dell’Alzheimer e di altre demenze definita “miracolosa” dal suo ideatore – il neurologo Dore, appunto – ma che per il procuratore Gianni Caria in realtà era priva di validità scientifica e avrebbe previsto atteggiamenti violenti nei confronti dei pazienti.
Ieri sono stati sentiti anche alcuni testi della difesa, tra cui una socia dell’Aion, l’associazione che si occupava di accogliere i familiari dei pazienti malati di Alzheimer in cura da Dore. La donna ha rivolto accuse pesantissime a Davide Casu, uno dei più stretti collaboratori del neurologo ma anche lo stesso che con il suo racconto fece partire l’inchiesta che portò agli arresti del 2012: «Se c’era uno violento era proprio Casu. Mi ha molestato, mi manipolava psicologicamente – ha detto la donna – E parlava male di Dore perché non sopportava che ci fosse una persona migliore di lui». (na.co.)
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