Assassinio in discoteca a Ossi, parla l'ex ragazza dell'omicida: non sono la causa dell'odio

L'ultima foto di Giovanni Fresi scattata al Blu Star poco prima dell'omicidio

La 19enne: quella sera ero a ballare al Blu Star, stavo poco bene ed è venuta mia madre a prendermi

SASSARI. «Non è vero che io e Giuseppe siamo andati via insieme dal Blu Star quella sera e non è vero che la causa di tanto odio sono io». Tre giorni dopo l’omicidio di Giovanni Fresi, il 26enne sassarese ucciso a coltellate dal coetaneo Giuseppe Dibo Elias all’interno della discoteca di Ossi, l’ex fidanzata ha deciso di rompere il silenzio.

La notte del delitto la 19enne, che vive in una borgata alla periferia di Sassari, si trovava all’interno del locale da ballo frequentatissimo dai ragazzini e in un primo momento era sembrato che si fosse allontanata con Elias prima dell’arrivo dei carabinieri.

Lo avevano pensato anche i militari del comando provinciale di Sassari accorsi al Blu Star insieme ai soccorritori del 118. E infatti – dopo aver raccolto l’arma del delitto – gli investigatori erano andati a casa della giovane, pensando di trovarci anche il fuggiasco.

«Mi hanno buttato giù dal letto – racconta la ragazza ancora molto provata per l’accaduto – e mi hanno accompagnata in caserma a Sassari. Sono rimasta lì tutta la mattina – aggiunge – e ho spiegato ai carabinieri che io con questa storia non c’entro niente. Io e Giuseppe non stavamo più insieme da un mese – spiega con dolore – mi aveva lasciata lui».

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