Tesi di laurea tedesca sul fumetto in limba scritto da Tore Patatu

Il lavoro dello studioso sarà al centro della ricerca della laureanda Alina Becker Benitez dal titolo «Nuovo focus sulla letteratura italiana contemporanea. Utilizzo e beneficio di graphic novel e fumetti» con riferimento alla didattica e alle lingue minoritarie.

SASSARI. Un fumetto in sardo scritto da Tore Patatu negli anni Settanta diventa oggetto di una tesi di laurea all'università di Mannheim in Germania. Il lavoro dello studioso sarà al centro della ricerca della laureanda Alina Becker Benitez dal titolo «Nuovo focus sulla letteratura italiana contemporanea. Utilizzo e beneficio di graphic novel e fumetti» con riferimento alla didattica e alle lingue minoritarie. Chiaramontese d'origine e sassarese di adozione, autore e studioso molto noto negli ambienti culturali, Patatu mai avrebbe immaginato che un suo scritto sarebbe diventato oggetto di tesi di laurea e soprattutto che tale interesse sarebbe venuto da un'università tedesca. L'opera è «Festa de Pantàsimas», primo racconto del libro «Contos de s'Antigu Casteddu» pubblicato nel 1980 e divenuto nel 2010 il primo fascicolo della collana «Bobbeddu. Fumetti in lingua sarda. Racconti intriganti d'altri tempi» dopo l'incontro, casuale, dell'autore con il giovane disegnatore Francesco Puliga. Evidentemente quei racconti, che corredati di glossario rappresentano uno strumento piacevole per l'insegnamento e l'apprendimento della lingua sarda, continuano a conservare la loro capacità d'intrigare il lettore, anche al di fuori della Sardegna.«Festa de Pantàsimas» è stato presentato dalla professoressa Kropp dell'università di Mannheim quale lavoro didattico nell'ambito di un seminario a blocchi sulla diversità linguistica dell'Italia. A colpire gli studiosi tedeschi è stato il fatto che qualcuno avesse «dimostrato impegno ad avvicinare bambini, giovani e adulti alle tradizioni sarde in un fumetto sardo attraverso altri media come la letteratura tradizionale _ così Alina Becker Benitez scrive a Patatu nella lettera di presentazione _. Mi interessava particolarmente l'orientamento didattico con i diversi argomenti grammaticali e il vocabolario come aiuto». Da qui l'idea di contattare l'autore per approfondire la conoscenza di quel fumetto e, insieme, della didattica e della situazione socio-linguistica in Sardegna come lavoro finale della tesi di laurea della studentessa: «Questo sarà un incredibile valore aggiunto per la mia tesi». Come accade per tutti i lavori svolti per tesi di laurea, che diventano paradigmatiche per altri e per studi successivi, questo in particolare, oltre che motivo d'orgoglio per l'autore, il fumettista e per la cultura sarda in generale, potrebbe far riflettere appunto sulle potenzialità ancora aperte della lingua sarda anche nell'ambito delle lingue e delle letterature comparate. Il fumetto già nasce infatti come strumento utile per studiare e imparare la lingua sarda in modo naturale e spontaneo, dal momento che, come scriveva lo stesso autore (già insegnante di francese e sardo) nella presentazione del 2010 «contiene i due elementi basilari per lo studio di una lingua: la situazione comunicativa e la motivazione all'apprendimento». Letizia Villa

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