File, errori e disagi: a Sassari Agenzia delle entrate al collasso

Tagli di organico del 40 per cento, impossibile sbrigare le pratiche in tempi ragionevoli. Sindacati in stato di agitazione

SASSARI. La più grande macchina amministrativa dello Stato è sull’orlo del collasso. I direttori stanno per issare bandiera bianca, i dipendenti sono inondati di pratiche e i sindacati, sul piede di guerra, hanno proclamato da giorni lo stato di agitazione. Non ci vuole molto a capire che l’Agenzia delle Entrate di Sassari (come le altre sedi di mezza Italia) è una bomba a orologeria.

Tagli e personale all’osso. Dal 2016 a fronte di 280 dipendenti sono andate in pensione 80 persone. Quest'anno il dimagrimento è di un'altra ventina circa, salvo ulteriori domande di pensionamento per quota cento che verranno fatte in corso d'opera. In sintesi si prevede un esodo complessivo di 120 persone a fronte di circa dieci nuovi innesti da altre regioni. Il prosciugamento per il 2020 è di circa il 40% dell’organico, rispetto al 30% previsto per il 2021 sugli altri uffici d’Italia. In Sardegna non si fanno concorsi da dieci anni. Stanno mancando le figure storiche di riferimento ai vari servizi: Registro, Successioni, 41 bis e 36 ter, Conservatoria dove rimarranno in tre (fra qualche mese va in pensione il conservatore). Anche i Rimborsi sono prossimi alla resa. All'ufficio Legale rimarranno in una decina di impiegati e l'ufficio Controlli è già svuotato, a fronte di budget che richiederebbero ben altre forze in campo.

Le file. Queste carenze macroscopiche si ripercuotono in maniera pesantissima sulle prestazioni e sull’utenza. Il primo segnale sono le file: gli sportelli aprono alle 8, è c’è già una fila enorme al distributore dei ticket per i vari servizi. L’attesa per i numeretti prosegue in media sino alle 9,30, e poi ci sarà la via Crucis per arrivare agli sportelli. Mentre prima un utente riusciva a registrare un contratto di locazione mediamente in un'ora, ora se va bene, arrivando puntuale alle 8, impiegherà tutta la mattina per sbrigare la pratica, o altrimenti sarà costretto a ritornare un altro giorno.

Tempi lunghi. I tempi medi di erogazione i sono quasi tutti raddoppiati, e il ventaglio dei servizi è sterminato: esame delle comunicazioni dell'Agenzia prima dell'invio delle cartelle esattoriali, esame cartelle, sgravi, bolli auto, controlli sul Catasto, certificazioni catastali per stipulare atti pubblici. E sono solo una minuscola fetta del lavoro svolto.

I disagi. E se la macchina non viaggia senza intoppi, le ripercussioni negative sono immediate. Gli esempi li fa l’ex direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Sassari, Angelo Capula: «Il mancato tempestivo esame di una comunicazione della Agenzia delle Entrate che segnala una anomalia nei pagamenti delle imposte o su una cartella esattoriale (se errata) può determinare per le imprese l’esclusione da una gara di appalto o la mancata aggiudicazione, in quanto il Durc (documento di regolarità contributiva e fiscale ) non può essere emesso». Meno personale significa anche meno accuratezza e si traduce in comunicazioni agli utenti talvolta errate. «Bollo auto non pagato mentre al contrario si è in possesso della ricevuta di pagamento; versamenti di imposte non recepite dal sistema informatico; contratti di locazione registrati con ritardo (per abitazioni, per locazioni di attività commerciali, in agricoltura ) possono determinare la perdita del cliente o dei finanziamenti. Il mancato rilascio in tempi rapidi di una modifica catastale di terreni o fabbricati può compromettere il buon esito di una compravendita. Così gli studi notarili non sono in condizioni di stipulare gli atti pubblici, e geometri, ingegneri, e avvocati restano in stand-by in attesa del recepimento delle modifiche catastali».

Giustizia ingolfata. E poi c’è il fronte dell’amministrazione della giustizia civile, penale e tributaria. «Nelle decisioni i tribunali risentono dei mancati tempestivi documenti rilasciati dalle Agenzia fiscali – spiega Capula – Basti pensare a una disputa sui confini o sulla proprietà. Vi potrebbero essere differenze anche sostanziali tra il contratto registrato e depositato nelle Agenzie e quello esibito in sede di giudizio: a quel punto fa fede quello conservato dalle Agenzie. Altro esempio: il mancato tempestivo rilascio del parere di congruità fornito dall’Agenzia delle Entrate – Territorio ( ex Ufficio Tecnico Erariale). Attualmente i tempi di erogazione sono sei mesi, ma potrebbero dilatarsi. Si pensi al caso di un Comune o di un Ente Pubblico che deve vendere, acquistare, stipulare un qualsiasi contratto o che deve procedere alla valutazione di un esproprio: attese infinite comportano inevitabilmente un blocco di opere pubbliche, restituzioni di finanziamenti, mancata assunzione e totale incertezza economica per le istituzioni e per gli stessi cittadini».

Per questo motivo la smobilitazione degli uffici portata avanti negli anni rischia di portare definitivamente al collasso la struttura. Senza il potenziamento dell’organico la lotta all’evasione sarà sempre un vano proposito.

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