Sassari, le oasi sprecate di via Livorno e delle ex Concerie

Il playground sempre senza canestri di via Luna e Sole. Le eterne file di auto all’ingresso dell’ospedale civile

SASSARI. E siamo alla terza puntata del viaggio dentro l’incuria, uno sguardo un po’ meno distratto sui monumenti cittadini al “me ne frego”, sulle eterne irrisolte e sugli sprechi di spazio e di bellezza. Spesso il degrado attecchisce nel privato, talvolta sono proprio le amministrazioni a girare la faccia davanti alle brutture. E non solo: capita anche, come in questa puntata, che anche i grattacapi più banali mettano radici solide nella città e nessuno abbia voglia di risolverli.



Ex Concerie Costa. Danno il benvenuto all’ingresso della città, come un biglietto da visita sgualcito e strappato. Ingresso di Santa Maria, sulla destra dopo il cavalcaferrovia all’incrocio con via Padre Ziranu. Vennero costruite nel 1850 dalla famiglia Vielà e le gestirono sino a fine secolo. Poi le cedettero ai Costa, che portarono avanti l’attività sino alla Seconda guerra mondiale. Poi i locali cambiarono destinazione d’uso, e ospitarono prima il grossista di alimentari Enrico Enrichetto e alla fine degli anni Settanta, il mobilificio di Pino Mura (Pinomù). Alla metà degli anni Ottanta un incendio distrusse lo stabilimento e ne decretò il decadimento. Due anni fa il consigliere comunale Alivesi, allora all’opposizione, adesso in maggioranza, denunciava lo scempio e si rivolgeva al sindaco Sanna: «Noi riteniamo necessario che anche l'amministrazione faccia la sua parte facendosi carico anche di alcune situazioni che sembrano irrisolvibili per i privati e che hanno forte impatto visivo». Ora la palla passa al successore Campus.

Via Livorno. Il Puc lo definisce un vuoto urbano, e gli ha dedicato una scheda norma B2. L’area di via Livorno, con il rudere pericolante dell’Inps, è il classico spreco di spazi preziosi. Una potenziale oasi nel mezzo della città mai sfruttata e in stato di abbandono. Il Piano Urbanistico la ridisegna come una sorta di parco ricco di servizi, con le volumetrie spalmate solo sugli edifici preesistenti. Il progetto non ha mai decollato, e quel piccolo polmone verde resta una selva di erbacce, cemento e incuria.



Playground Luna e Sole. Altro che centro intermodale o quattro corsie Sassari-Alghero. Il nodo più intricato per le amministrazioni comunali al momento è un altro: riuscire a far ripristinare i canestri nel playground di via Luna e Sole e magari aprirlo al quartiere, così come prevedeva il progetto. Si parla del campetto di basket della scuola di via De Carolis, situato accanto al Bowling. Per un paio d’anni, era diventato il punto di riferimento per i ragazzini appassionati di palla a spicchi. Poi però il dirigente scolastico si era stufato di vedere ragazzini che scavalcano le recinzioni e lasciano per terra le bottiglie di plastica, così aveva chiuso tutto a doppia mandata, fatto smontare i cerchi, e messo in freezer uno spazio pubblico realizzato attraverso i finanziamenti Iscol@ e costato un sacco di soldi. Ia giunta Sanna, per risolvere il braccio di ferro col dirigente, aveva stanziati altri 145mila euro per realizzare nuove recinzioni e due ingressi: uno per la scuola e uno per il quartiere per le attività extra didattiche. Ma dei canestri, dal 2015, nemmeno l’ombra e quello spazio per lo sport rimane uno spreco di risorse e una irrisolta.

Ingresso ospedale. In questo caso nessun degrado, solo una quotidiana rottura di scatole per gli automobilisti. Da quando è attivo il parcheggio interno dell’Ospedale civile in via De Nicola, quel tratto di strada è un piccolo delirio. Una fila di auto resta sempre incolonnata in attesa che si alzi la sbarra del Santissima Annunziata, e le altre vetture sono costrette a scartare di lato e invadere le corsie di Sirio. Non appena il metrò riprenderà le corse, l’imbuto sarà ancora più stretto.

3-continua
 

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