Droga in carcere, arrestato un assistente

È stato fermato dai suoi stessi colleghi: avrebbe anche consegnato a un detenuto un telefonino in cambio di 500 euro

SASSARI. Un anno e più di indagini silenziose. Appostamenti, pedinamenti, intercettazioni. Gli uomini della polizia penitenziaria di Sassari, coordinati dal comandante Antonello Brancati con la supervisione della sede centrale e regionale del Nucleo investigativo centrale (Nic), hanno lavorato a lungo per capire come quel telefono cellulare e un po’ di droga fossero entrati in carcere.

A partire dal 31 dicembre del 2018, giorno in cui hanno trovato l’apparecchio telefonico durante una perquisizione straordinaria, è cominciata una delicata attività che ha consentito di individuare il presunto responsabile. Si tratta di un loro stesso collega che lavora all’interno di Bancali.

Ieri mattina un assistente capo della polizia penitenziaria è stato arrestato con l’accusa di corruzione aggravata. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Sassari è stata richiesta dal pubblico ministero Giovanni Porcheddu che ha coordinato l’inchiesta. A eseguirla sono stati i reparti di polizia penitenziaria di Sassari e di Alghero.

Ascoltavano le conversazioni telefoniche del collega stando attenti a non commettere errori. Il più piccolo sbaglio avrebbe infatti rischiato di far saltare tutta l’operazione. Alla fine, a distanza di poco più di un anno, la scoperta. Era stato il poliziotto penitenziario a consegnare, in cambio di 500 euro, il telefono a un detenuto. A un altro aveva invece ceduto sostanza stupefacente.

Importante, ai fini del buon esito dell’operazione, è stato il supporto fornito dal Provveditorato regionale della Sardegna a entrambi i reparti di polizia penitenziaria.

L’attività gestita sul campo dal comandante Brancati è stata molto complicata perché l’obiettivo primario era trovare il responsabile di quel reato così grave. Gli uomini dei reparti hanno curato ogni più piccolo dettaglio per tutelare al massimo la riservatezza dell’operazione.

I sospetti iniziali, che non potevano certo escludere la possibilità che a introdurre telefono e droga fosse stato proprio un agente, sono stati purtroppo confermati.

Ieri mattina l’arresto e la custodia in carcere. L’agente, che è assistito dagli avvocati Ivan Cermelli e Paolo Spano, al momento si trova rinchiuso in un istituto di pena in attesa dell’interrogatorio di garanzia del gip che si terrà nelle prossime ore.

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