«Medici troppo soli, bisogna sostenerli»

Ieri conferenza stampa: sovraccarico di lavoro del 73%, serve un adeguato rifornimento di dispositivi di protezione

SASSARI. «Il virus è in città, è dentro di noi. Se vogliamo ucciderlo, dobbiamo stare in casa, interrompere la catena di contagio. Serve buon senso, noi saremo molto rigidi nei controlli e sono sicuro che insieme riusciremo a uscire da questa situazione». Queste le raccomandazioni, quasi un appello del sindaco Gian Vittorio Campus che ieri in una conferenza stampa nel cortile di Palazzo Ducale ha fatto il punto della situazione in città. Soffermandosi su tanti punti, compresa la necessità di far lavorare in condizioni di sicurezza chi è costantemente in prima linea.

I contagi. «Non è vero che la maggior parte dei contagi è nata negli ospedali e nelle case di riposo – ha detto –. È una statistica falsata dal fatto che ci sono pochi tamponi e il monitoraggio viene effettuato soprattutto in questi luoghi. Il virus, negli ospedali, l’ha portato qualche esterno. In un territorio così vasto, e parlo di un’area che comprende Sassari, Alghero, Porto Torres, Olbia, Tempio, Nuoro, tutto ricade su Microbiologia di Sassari e venerdì c’erano solo 17 tamponi. Ne sono arrivati altri 250 ma sono riservati al Pronto soccorso. Il carico di stress è enorme perché non va dimenticato che c’è il Coronavirus, ma il resto va avanti e i reparti lavorano come prima». E il problema dei Dpi, i dispositivi di protezione individuale: «In quest’area c’è un sovraccarico del 73% e allora credo sia giusto chiedere che il 73% dei Dpi sia assegnato a noi. Voglio anche sottolineare il lavoro di chi opera in queste strutture e lo fa con grande rischio: non solo i medici ma anche gli infermieri, le Oss, gli addetti alle pulizie. E i medici di base, a cui si chiede di andare a visitare la gente a casa a mani nude. Hanno coraggio e responsabilità, non si possono abbandonare. Ora c’è un comitato di controllo che riunisce tutte le autorità cittadine e si riunisce due volte al giorno, siamo sempre in contatto». Per dare seguito alle sue parole, ieri il sindaco, accompagnato dal direttore del Dipartimento dell’Emergenza e Urgenza, Pier Paolo Terragni, e da Sergio Babudieri, direttore del reparto di Malattie infettive dell’Aou, è andato all’ospedale. Insieme, hanno visitato i reparti di Malattie infettive e di Rianimazione, il laboratorio di Microbiologia e Virologia diretto da Salvatore Rubino e il Pronto soccorso, con il responsabile Paolo Pinna Parpaglia.

I negozi la domenica. «Chiarisco il concetto: la domenica edicole, farmacie e parafarmacie restano aperte. I negozi di generi alimentari possono fare solo consegne a domicilio lavorando a serrande abbassate. Lo stesso vale per le pizzerie».

I furbetti. Argomento sul quale il sindaco preannuncia severità: «Che bisogno c’è di fare i furbi, fare la corsetta a ogni costo, andare tre volte in un negozio a fare la spesa? Bisogna capire che l’anello di congiunzione del virus siamo noi, stando a casa lo isoliamo e lo uccidiamo. Uscendo, lo portiamo in giro e lo diffondiamo. È anche questo un modo per sostenere e rispettare chi lavora in prima linea». La Brigata Sassari. Il presidente della Regione Solinas ha annunciato un possibile impiego dei militari della Brigata Sassari, il sindaco ha spiegato come vorrebbe utilizzare i militari: «Non mi servono uomini per i controlli, che stanno funzionando molto bene. Invece servono uomini e professionalità sul campo, medici e infermieri, soldati che supportino chi è già in prima linea aiuti la popolazione. Resta competenza del prefetto,».

I tamponi. «Il vero problema è che sono difficili da reperire. Ringrazio per questo gli imprenditori che con le raccolte di fondi ci stanno aiutando, perché possono permettersi anche di acquistarli a prezzi fuori mercato, per noi improponibili».

L’economia: «Stiamo cercando di supportare tutti i settori che non lavorano e quindi non guadagnano. Per esempio, abbiamo bloccato le tasse per il suolo pubblico».

I grandi eventi: «Per la Cavalcata temo ci siano poche speranze. Per i Candelieri, ho fiducia che il 14 agosto potremo sciogliere il voto per la nuova peste».

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