Numero verde contro le violenze

L’ha attivato Rete Dafne: in questo momento di emergenza sanitaria donne e minori non saranno soli

SASSARI. La macchina della giustizia non si ferma anche in tempi di pandemia, più che mai attenta alla tutela delle vittime di reato nell’emergenza sanitaria. E al fianco dei soggetti più deboli come ad esempio le donne che in questa lunga quarantena spesso sono costrette a convivere in casa con i loro aguzzini in questo momento particolare, c’è la Rete Dafne di Sassari. L’associazione, infatti, si occupa di accogliere, dare sostegno psicologico, consulenza psichiatrica e informare sui diritti spettanti alle donne che subiscono qualsiasi tipo di violenza.

Le Reti Dafne di Sassari e di Cagliari presenti nell’isola si sono organizzate per offrire assistenza a distanza. «È possibile telefonare e lasciare un messaggio in segreteria telefonica e si verrà richiamati entro 24 ore – informa l’associazione – . Sarà possibile ricevere informazioni sui propri diritti, sostegno psicologico, consulenza medico psichiatrica, indicazioni sui servizi in grado di fornire aiuto in questo periodo».

Per contattare l’associazione, sia quella di Sassari che quella di Cagliari, è attivo il numero verde, 24 ore su 24, 800 013000.

Rete Dafne di Sassari riflette sulla particolare situazione che si è creata con la diffusione del contagio da coronavirus, con il conseguente blocco di molte attività. «Con alcuni decreti del Governo – ha spiegato in una nota Marco Bouchard, presidente onorario di Rete Dafne Italia – quasi tutti i procedimenti civili e penali sono rinviati ad una data successiva al 15 aprile prossimo. Ma è probabile che ci siano ulteriori rinvii. La giustizia, però, non si può fermare per le persone esposte a situazioni di maggiore vulnerabilità».

I processi si continuano a celebrare, infatti, per i minori in stato di abbandono, per i minori non accompagnati, allontanati dalle famiglie o in situazione di grave pregiudizio.

I processi si fanno nelle cause per gli obblighi alimentari, per la nomina di un tutore o di un amministratore di sostegno, per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi famigliari.

«In questo periodo di emergenza sono diminuiti moltissimo i reati di strada e i reati predatori ma per le persone arrestate, che si trovano in carcere o in misura di sicurezza i processi si fanno lo stesso – spiega il presidente onorario di Rete Dafne Italia –. In questo momento eccezionale i Tribunali si sono attrezzati per celebrare i processi anche con modalità di comunicazione a distanza. Purtroppo l’obbligo di rimanere a casa espone le vittime di reati che si commettono abitualmente nelle mura domestiche a ulteriori pericoli. È bene che in questo caso non esitino a contattare i servizi di assistenza alle vittime e, se necessario, le forze dell’ordine».

Delle Reti Dafne in Italia sono organizzate per offrire assistenza a distanza Torino e Firenze, oltre Cagliari e Sassari assistenza a distanza. Per questo l’appello dell’associazione è quello di non esitare a richiedere aiuto e a denunciare quando si è vittima di violenze per evitare di correre altri rischi .

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