Ostriche e scampi in tempi di crisi

Lo chef Max Atzori: «Per molti è un problema fare la spesa ma c’è ancora chi non rinuncia al lusso»

SASSARI. Il lusso ai tempi del coronavirus è sospeso ma non troppo. Senza arrivare agli eccessi del re della Thailandia, che si è trasferito in un hotel della Baviera insieme a venti concubine, anche da queste parti c’è chi, chiuso tra le quattro mura di casa, vuole rendere meno amaro l’isolamento e prova a circondarsi di tutti i comfort. Almeno a tavola. Così a Max Atzori, chef che dopo aver girato il mondo guidando anche ristoranti di alto livello (a San Pietroburgo il suo “Mansarda” ha visto sfilare Naomi Campbell, Leonardo di Caprio, Vladimir Putin e Hillary Clinton) ha fatto ritorno nella sua terra e trasformato la sua Villa di l’Abbiu, alle porte di Sorso, in un relais turistico di alto livello, è capitato di ricevere la telefonata di un cliente che voleva fare rifornimento di ostriche, scampi, gamberi rossi, ricci di mare e qualche bottiglia di Chardonnay e Ca’ del Bosco per innaffiarli degnamente.

«Diciamo che in questo periodo anche le mie attività sono differenti da quelle alle quali ero abituato – racconta –, ogni giorno prendo dalla dispensa qualcosa per le raccolte alimentari: pasta, zucchero e altri beni di prima necessità che volentieri destino a chi ne ha bisogno. Poi c’è stata anche una richiesta di altro tipo da parte di un cliente che in qualche modo ho cercato di soddisfare, ovviamente nel rispetto delle disposizioni di legge attuali. Ci sono dei canali di distribuzione rimasti attivi, bisogna darsi un po’ da fare. E devo dire che ancora c’è qualcuno che mi telefona per prenotare una cena privata ma ovviamente non se ne parla nemmeno, tutto rinviato a data da destinarsi. Speriamo molto presto, anche perché non posso pensare di procrastinare più di tanto l’inizio della stagione». Sul concetto di lusso in questi tempi, Max Atzori ha una sua opinione: «Diciamo che c’è una fascia della popolazione che comunque può permettersi un certo tenore di vita e non vuole rinunciarci anche se è costretta a stare a casa – dice –, magari le ostenta pure sui social e non è per niente carino; le richieste che continuano ad arrivarmi si spiegano così. Poi c’è un’altra considerazione da fare: sono purtroppo aumentate le persone che hanno difficoltà a fare la spesa e anche chi riempie il carrello come sempre viene guardato diversamente. Solo poche settimane fa se ti presentavi alla cassa con due-tre bottiglie di vino di un certo livello nessuno ci faceva caso, adesso ti guardano tutti, è diversa anche la percezione, rischi di essere davvero sotto tiro».

Anche il suo orizzonte, d’altronde, è offuscato dall’emergenza sanitaria: «Per quanto la mia villa sia particolare e ospiti poche persone alla volta, proprio per scelta imprenditoriale, non possiamo aspettare ancora troppo e sono molto preoccupato. Maggio per noi è un mese ancora tranquillo, ma da giugno si entra nel vivo: matrimoni, eventi, ospiti che arrivano un po’ da tutto il mondo che hanno già prenotato. Sono fermo anche con la mia attività di “rent chef” a domicilio, se non è possibile spostarsi è impossibile anche organizzare una cena».

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