Ozieri, pronta la terapia intensiva

La struttura è in regola, manca solo l’autorizzazione provvisoria della Regione

OZIERI. Quattro posti di semi intensiva e uno di terapia intensiva già pronti, e la possibilità di un ampliamento ulteriore sino ad arrivare a quattordici posti, per il reparto di rianimazione dell’ospedale di Ozieri, allestito in quindici giorni grazie all’impegno del personale, dell’azienda e alle attrezzature acquistate attraverso raccolte fondi o donazioni. Manca il via libera della Regione, un’autorizzazione provvisoria che è chiesta a gran voce da tutti, a cominciare dalle istituzioni, sindaco in testa, e in una presa di posizione in tal senso il gruppo Prospettive. Una possibilità prevista dal decreto legge del 17 marzo, che prevede che Regioni e Province autonome possano «attivare, anche in deroga ai requisiti di accreditamento, aree sanitarie anche temporanee per la gestione dell’emergenza». L’allestimento è avvenuto a tempo di record, con un’accelerazione dopo la delibera regionale del 30 marzo che individua i centri di emergenza e con l’arrivo delle attrezzature acquistate con le raccolte fondi (Unione dei Comuni e Comunità Montana, Onlus Possibilmente, Inner Wheel) o donate da istituzioni, Comune di Alà dei Sardi e Unione Comuni del Logudoro, e sodalizi (Buddusò soccorso, Rotary e Gruppo motoristico pattadese, che hanno donato attrezzature, e altri che hanno donato alle raccolte fondi, giunte quasi a 200mila euro). Un’unione di forze mirata a «difendere con forza il nostro ospedale», hanno detto il presidente dell’Uc Peppino Ibba e della Cm Franco Furriolu. Mancano ancora attrezzature, e le si stanno acquistando o arriveranno tramite la Protezione civile, ma il reparto è pronto - ammodernato dall’Ats nei locali, arredi e impianti -, il personale è preparato, pur risicato come al solito, e al momento i requisiti sono ben al di sopra di quelli minimi indicati dalla delibera regionale per i punti Covid. Manca quell’autorizzazione provvisoria per essere subito operativi per poter accogliere le emergenze, sgravandone gli altri ospedali, per primo Sassari.

Barbara Mastino

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