L’Ance: strade deserte, risistemiamole

I costruttori edili chiedono l’apertura di tutti i cantieri per le manutenzioni

wSASSARI. Tra i settori maggiormente colpiti dall’emergenza Coronavirus c’è anche l’edilizia, già fortemente provata da un decennio di stagnazione ed ora esposta ad un ulteriore importante shock recessivo. Il presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) centro nord Sardegna, Silvio Alciator, però suggerisce alcune iniziative che potrebbero funzionare da paracadute in questa caduta libera del comparto.

«Le restrizioni imposte dal Governo con il Dpcm del 22 marzo, che ha sospeso tutte le attività produttive industriali e commerciali “non essenziali”, consentono ad una parte della filiera delle costruzioni di non interrompere la produzione e mantenere aperti i cantieri. Infatti nell’elenco dei Codici Ateco che possono continuare ad operare, figurano le attività identificate come ingegneria civile, installazione di impianti elettrici ed idraulici».

Ciò significa che, nel rispetto delle misure anti contagio, possono rimanere aperti i cantieri che interessano determinate fattispecie di lavori pubblici, come ad esempio l’asfaltatura di strade, pavimentazioni in pietra, segnaletica orizzontale e verticale, installazione di barriere di sicurezza ed altre attività sottostanti i Codici Ateco che non risultano sospesi.

«L’insolita immagine, peraltro, con la quale appaiono in queste settimane le nostre strade, rappresenta una situazione ideale per la realizzazione proprio dei suddetti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria – spiega Alciator – che consentirebbero di mettere in sicurezza la viabilità urbana ed extraurbana in condizioni di traffico estremamente favorevoli».

E ancora: «Nella prospettiva di un allungamento dei tempi di ripristino della normalità, dovuto alle misure di contenimento del contagio virale, risulta importante, quindi, che gli enti appaltanti valutino con attenzione l’opportunità di avviare tali lavori proprio in questo momento, attivando celermente le necessarie procedure interne, in ragione di una normativa favorevole e, soprattutto, nell’interesse generale della collettività».

La conclusione del presidente dell’Associazione costruttori edili è la seguente: «Tale proposta intende rappresentare un appello al senso di responsabilità e pragmatismo delle amministrazioni, già fortemente impegnate sul fronte dell’emergenza sanitaria, a fare la propria parte anche sul fronte dell’emergenza economica, per impedire perdite su perdite, sostenendo ogni azione funzionale e necessaria alla tenuta del nostro tessuto produttivo. Le imprese sono pronte, nel rispetto delle vigenti misure e protocolli di sicurezza, a fare la propria parte».

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