La Nuova Sardegna

Sassari

Il consiglio torna al lavoro «Ora non fermiamoci più»

di Giovanni Bua
Il consiglio torna al lavoro «Ora non fermiamoci più»

Domani mattina si parlerà dell’istituzione di una commissione speciale Covid  Le opposizioni compatte: «Un grave errore sospendere i lavori così a lungo»

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SASSARI. Torna in aula, domani mattina alle 9 in Sala Langiu, il consiglio comunale. Un mese e mezzo dopo l’ultima convocazione, lo scorso 10 marzo, quando in una surreale atmosfera (alla quale nel mentre ci siamo nostro malgrado abituati) si approvò il bilancio di previsione. E sempre di soldi si parlerà, con l’approvazione di tre debiti fuori bilancio. Ma anche dell’istituzione di una “commissione speciale Covid”, idea nata da una mozione di Lello Panu e sposata dall’intero centrosinistra. Il cui ingresso all’ordine del giorno è stato votato ieri, dopo la presentazione di un documento che ne spiega composizione, durata e finalità, nella riunione dei capigruppo a Palazzo Ducale. Un via libera tutt’altro che scontato, su cui nei giorni scorsi si è consumato uno scontro furioso. Da una parte le opposizioni compatte, dal centrosinistra a Mariolino Andria e alla Lega. Dall’altra il capogruppo di maggioranza Manuel Alivesi, autore tra l’altro di una infelice battuta sui gettoni di presenza che ha gettato ulteriore benzina sul fuoco. Nel mezzo il presidente del consiglio Maurilio Murru, più volte “stimolato” a riprendere l’attività consiliare e sempre deciso nel dire che, almeno per il momento, non ce n’era alcuna necessità.

Un errore grave per le opposizioni. Soprattutto in un momento «di contrazione delle libertà democratiche. Inevitabile quanto pericolosa. Questo è il momento in cui tutti i consessi siano messi in condizione di operare. E, più è grave il momento, più devono essere operativi. Il rischio altrimenti è di prendere “scorciatoie involutive”, in cui l’opposizione diventa ostacolo e non garanzia del rispetto della volontà popolare. Interrompere i lavori non è stata necessità ma scelta politica, che io non posso che contestare».

Così Mariano Brianda. Che, sulla sua stessa linea trova l’avversario più “lontano” alle scorse amministrative, il candidato del centrodestra Mariolino Andria: «Sono settimane che mi batto per riportate in aula il consiglio comunale. E non solo. Come centrodestra abbiamo presentato una articolata proposta, nella quale chiedevamo di rimettere al lavoro tutte e sei le commissioni. Ognuna con una serie di temi di loro pertinenza, fondamentali da discutere. Tornare in aula è importante, e anche parlare di questa “commissione Covid”, anche se i colleghi di centrosinistra hanno finito per depotenziarla, pur di farla arrivare in consiglio. Ma il punto vero è riprendere l’ordinario, per poter affrontare lo straordinario. Non mi senti di dare troppe responsabilità al sindaco per questa lunga “vacanza”. Trovo invece inaccettabile la posizione del presidente del consiglio Murru, che dell’aula dovrebbe essere padre, garante, difensore. E ha invece finito per svilirne il ruolo. La frattura che si è creata tra lui e l’assemblea difficilmente si potrà sanare».

«La sospensione delle attività consiliari disposta con nota dell’11 marzo 2020 – attacca il capogruppo del Pd Giuseppe Masala – ha di fatto estraniato i gruppi politici dalla partecipazione delle scelte della Giunta nella gestione della crisi sanitaria ed economica generando, da parte degli stessi, la formulazione di proposte amministrative e di contributi estemporanei privi dell’adeguato e necessario confronto tra le parti che una simile emergenza richiederebbero. La sovranità popolare di cui i Consigli Comunali sono la più diretta esplicazione non può essere sospesa soprattutto nei momenti difficili come quello che stiamo vivendo in cui i diritti fondamentali dei cittadini devono sopportare eccezionali limitazioni».

«Mi spiace non si voglia davvero cogliere l’eccezionalità del momento, la straordinarietà di quanto sta accadendo – replica Maurilio Murru – (perché non ne siamo ancora usciti), e qualcuno la voglia mettere sullo scontro. Sappia che stavolta, a dispetto delle lunghe pause politiche del recente passato, la città non è stata a guardare, la città non si è mai fermata ma si è adoperata giorno per giorno per contrastare l’emergenza sanitaria, economica e sociale. Chi mi accusa voleva sospendere i lavori, ben prima del 10 marzo. La priorità è e resta aiutare la città, nessuno ha mai smesso di farlo e mai succederà finché avrò l’onore e l’onere di svolgere questo delicato incarico».

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