«L’aeroporto riapra o sarà la fine»

Appelli e accuse per il mancato via libera al Riviera del Corallo. Fois: «Ingiustizia insopportabile»

SASSARI. È tutti contro tutti per la mancata riapertura dell’aeroporto di Alghero. Tra accuse incrociate, appelli che rimbalzano tra istituzioni, guerre di Campanile e scaricabarile. E una sola certezza: il mancato via libera al Riviera del Corallo rischia di dare la mazzata finale al turismo nel nord ovest dell’Isola. E «segnare il destino dello scalo rispetto al “Costa Smeralda” di Olbia, per il quale è prevista la riapertura, anche se solo per i voli privati, e rispetto a Elmas che garantisce i collegamenti con il continente».

Parole dell’amministratore unico della Provincia Pietrino Fois, che guida il coro di chi chiede un immediato passo indietro del Governo. «Le decisioni – attacca –. Assunte da Governo e dal Ministro dei Trasporti suscitano preoccupazione. Una decisione presa senza nessun coinvolgimento dei rappresentanti del territorio e senza tenere in considerazione le specificità di questa parte dell’isola, che discrimina fortemente i territori e le popolazioni residenti dei comuni del Nord Ovest». «Pare – attaccano i capigruppo della maggioranza del consiglio comunale di Alghero – che l’attenzione del Governo verso l’aeroporto di Alghero sia pari a quella riservata alla 4 corsie. E a ciò si aggiunge che le locali forze politiche di opposizione, ma al Governo a Roma, continuano ad assumere atteggiamenti ossequiosi ad ogni decisione dannosa del Governo amico ai danni di Alghero e del territorio». «Possibile –dicono le opposizioni – che anche su questioni vitali per la nostra economia, la si butti in politica spicciola?»

Un batti e ribatti a cui partecipa anche la deputata Paola Deiana del M5s. «La destra locale e regionale attacca il governo per la mancata riapertura ma in realtà - afferma - la Regione non ha chiesto di riaprire né Olbia né Alghero. La riapertura dei voli commerciali a Olbia è conseguente a un'esigenza espressa dal territorio, fermo restando che la decisione finale spetta al governatore». Deiana spiega che «il decreto ministeriale limita l'operatività ad alcuni aeroporti, compresi Olbia e Cagliari, individuati in base alle richieste dei gestori, alla collocazione geografica, alla capacità di servire bacini uniformi di utenza e alla capacità infrastrutturale. Per Alghero non è giunta nessuna richiesta alla ministra». «Pais e Conoci vogliono riaprire l'aeroporto senza nessun preciso protocollo sanitario, e per turisti che fino al 2 giugno sono obbligati alla quarantena? Auspico che il presidente della Regione non ceda alle pressioni. Se Solinas avesse un ripensamento sarebbe la rovina per il territorio algherese sul piano economico e su quello sanitario».

A far luce, almeno sulle responsabilità, potrebbe aiutare l’interrogazione parlamentare presentata da i deputati Salvatore Deidda e Mauro Rotelli di Fratelli d'Italia: «La Regione ha richiesto, pur nel mantenimento delle misure limitative dei servizi di trasporto, la riapertura dal 21 maggio di tutti gli scali sardi, ma il Riviera del corallo risulta escluso dal recente decreto del Ministero», attaccano.

«Non solo all’aeroporto di Olbia viene consentita la riapertura ma con regole diverse e più restrittive rispetto a quello di Cagliari – attacca Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil – ma, l’aeroporto di Alghero resta chiuso senza che nessuna spiegazione sia stata peraltro fornita alle parti sociali. Per quanto tempo ancora debbono attendere i sardi per poter avere un unico protocollo valido per tutti e tre gli scali con regole certe, chiare ed univoche?».

Interrogativi che pongono anche i consiglieri comunali di Futuro in Comune Mariano Brianda e Marco Dettori, che sul tema hanno protocollato un ordine del giorno, chiedendo che sindaco e giunta di Sassari si impegnino per l’immediata riapertura.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes