La Torres cala il suo progetto

Protocollato in Comune l’elaborato della società. L’obiettivo: adeguare l’impianto alle linee Lega Pro 

SASSARI. Lo stadio è un po’ come la casa: devi sentirlo cosa tua. Non è solo una struttura con un campo e le tribune, lì dentro hanno radici la storia, l’anima, i colori e il grande sogno: quello di tornare nel campionato di Lega Pro. Perchè la Torres anche quando è caduta si è sempre rialzata a testa alta e le difficoltà non hanno mai cancellato la volontà di tornare in alto. La ripartenza stavolta - più che mai - passa per lo stadio. Quello intitolato a “Vanni Sanna” mister e una tra le bandiere più care della storia rossoblù. E ieri la società presieduta da Salvatore Sechi ha protocollato negli uffici del Comune di Sassari una bozza di progetto (va chiamato così perchè l’elaborato porta la firma del presidente Salvatre Sechi a nome della società e non di un progettista) che ha l’ambizione di cambiare volto al vecchio Acquedotto e restituirgli piena funzionalità e sicurezza. Nell’intestazione, su due righe, sono sintetizzate le cose da fare: manutenzione ordinaria e straordinaria, possibilità di apertura al pubblico nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, adeguamento infrastrutturale per essere pronti a una possibile chiamata nel campionato di Lega Pro.



L’idea-progetto della società rossoblù è di tipo modulare, con diverse categorie di intervento. Il primo passaggio tiene in considerazione la possibilità di vivere il calcio insieme con la tifoseria, nel rispetto dei protocolli di sicurezza dettati dal Dpcm del maggio 2020 e, ovviamente, garantendo le direttive sul distanziamento sociale. E va detto che uno degli aspetti necessari per garantire tutte le prescrizioni legate al contenimento dell’emergenza da Covid-19 è quello legato alla riabilitazione della capienza dello stadio: perciò si punta all’apertura dei settori oggi limitati o chiusi, per permettere di assistere agli eventi sportivi in sicurezza.

E siccome lo stadio è equiparato a un “locale” di pubblico spettacolo, nella proposta per il “Vanni Sanna” è stato affrontato un altro aspetto importante, quello relativo al protocollo per l'ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi: una pratica che finora è stata caratterizzata da proroghe annuali, senza mai giungere a una soluzione definitiva.



Le modalità di intervento indicate nel “Progetto Torres” vanno dalla sistemazione dei seggiolini distanziati in tutti i settori, alla gestione dei flussi nelle aree di accesso, prevedendo anche i controlli della temperatura, percorsi adeguati, segnaletica di sicurezza, illuminazione e tutto ciò che garantirebbe l'accesso e la fruibilità della struttura in ottemperanza alle normative attuali.

C’è poi il capitolo relativo agli adeguamenti infrastrutturali fondamentali per l’eventuale partecipazione al campionato Lega Pro, in una ottica immediata o anche futura. Numerosi gli interventi previsti: rifacimento del manto erboso, sanificazione dei locali, adeguamento aree comuni (a iniziare dagli spogliatoi), sala stampa, servizi igienici di tutti i settori, locali infermeria, sala amplificazione e tribuna stampa, sala conferenze e mixed zone, risanamento e manutenzione locali comuni e percorsi di accesso curva, tribuna e gradinata, posti e servizi per disabili, adeguamento degli accessi per i mezzi di soccorso.

C’è un gran lavoro da fare, ma il percorso è credibile e lo stadio merita di essere salvato. La Torres ha sottolineato che «il progetto è un primo passo concreto nella direzione di un ripristino immediato della struttura, grazie a una serie di interventi mirati per garantire il rientro del pubblico in sicurezza e con i comfort adeguati, ma è anche strumento necessario per dotare lo stadio di servizi necessari in chiave futura».

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