Pestaggio della 17enne a Sassari, già individuato il branco

Al vaglio della polizia locale la posizione di chi ha preso parte all’aggressione. Il titolare del bar dove erano seduti: «Stavano festeggiando, poi sono andati via»

SASSARI. «Se avessi solo minimamente immaginato che potessero aggredire una ragazza sola e indifesa sarei corso fuori dal bar e sarei intervenuto, ma ho saputo quello che era accaduto solo qualche minuto dopo».

Ettore Tola, uno dei due titolari del bar “Shardana” di via Asproni mercoledì pomeriggio si trovava dietro il bancone quando la comitiva di ventenni che poi si è trasformata in branco si è seduta nei tavolini all’aperto del suo locale per festeggiare un diploma.



L’aggressione alle diciassettenne appena uscita dalla lezione di scuola guida – hanno appurato gli agenti della polizia locale – si è verificata a una cinquantina di metri dal suo locale, quasi all’angolo con via Roma, ma per quasi due d’ore i giovani avevano consumato proprio nel bar “Shardana”.

«Quando sono arrivati – racconta Ettore Tola – erano in otto, poi ricordo che uno di loro è andato via. Si sono seduti nei tavolini all’aperto e hanno chiesto da bere e sono rimasti qui per circa un’ora e mezzo a ridere e a farsi foto. Erano ragazzi come tanti, ma fino a quel pomeriggio non li avevo mai visti, non sono clienti del bar. Solo uno di loro – se devo essere sincero – mi è sembrato un po’ stravagante nel modo in cui mi ha ordinato da bere, ma poi in realtà quando sono rimasti al bar hanno bevuto qualche bottiglia di birra e dei Campari e non hanno creato alcun problema».

La follia è scattata intorno alle 16 quando una delle ragazze della comitiva ha visto passare la vittima che rientrava verso casa. La diciassettenne si è sentita chiamare più volte per nome e alla fine ha deciso di fermarsi per capire chi fossero e cosa volessero dai lei quei cinque ragazzi e quelle due ragazze.

È in quel momento che la comitiva ha pagato il conto al bar “Shardana” e si è diretta velocemente verso la parta alta di via Asproni.

«Solo dopo qualche minuto – racconta Ettore Tola – ho capito che era successo qualcosa perché ho visto un capannello di gente poco più avanti del ristorante Tritus e poi ho ricevuto la visita degli agenti della polizia locale che mi hanno chiesto se conoscessi quei ragazzi».

In quei frangenti anche un cameriere del ristorante “Tritus” è intervenuto in soccorso della studentessa, poco prima che arrivasse sul posto anche il padre della giovane. La ragazza è stata accompagnata al pronto soccorso, ma poi ha deciso di non farsi visitare ed è tornata a casa sotto choc. Gli agenti della polizia locale hanno immediatamente individuato i responsabili e stanno valutando le singole posizioni dei sette componenti del branco.

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