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Archeologia, a Porto Torres riemerge un prezioso mosaico romano

E' spuntato fuori nel corso dei lavori di archeologia preventiva propedeutici alla posa dei cavi della rete del gas in via Ponte Romano

Emanuele Fancellu

PORTO TORRES. Quando a Porto Torres si scava nei pressi del cuore dell'antica Colonia Iulia Turris Libisonis le sorprese sono sempre dietro l'angolo. O meglio, sotto qualche metro, decimetro di terra, di asfalto. E' così anche stavolta. Un raffinato mosaico policromo caratterizzato dalla presenza di motivi decorativi geometrici complessi, da una fascia a trecce da un lato e da un ampio spazio bianco dall'altro, è spuntato fuori nel corso dei lavori di archeologia preventiva propedeutici alla posa dei cavi della rete del gas in via Ponte Romano, nel tratto prospiciente il palazzo della Soprintendenza ABAP, dall'impresa specializzata "Luciano Sini srl" sotto la direzione scientifica della referente della sede operativa di Porto Torres della Soprintendenza Nadia Canu, con responsabile archeologo Antonella Pandolfi e archeologo-addetto ai rilievi Vincenzo Nubile. Il mosaico realizzato attraverso l'utilizzo di tessere di mille colori, dal rosa all'amaranto, dal rosso al nero, dal bianco all'azzurro al bruno, ricorda altri già scoperti in passato a Porto Torres. Quella riemersa finora è solo la porzione di un pavimento che forse prosegue anche nelle parti limitrofe ancora da scavare e decorava un grande ambiente di un edificio di media età imperiale, la cui estensione è ancora solamente ipotizzabile.

Costruzione sulla quale in epoca successiva, in una fase tardo-imperiale/altomedievale, venne tirato su un nuovo edificio riutilizzando con ogni probabilità materiale della costruzione precedente e basoli di strada. Il mosaico è infatti venuto in luce all'interno di un vano dopo la rimozione di un potente crollo dove spiccavano diversi elementi strutturali e grandi blocchi quadrangolari. Soltanto la prosecuzione delle indagini potrà chiarire le dimensioni del mosaico e della stessa costruzione. Questo pavimento era parte di un edificio fisicamente vicino al cosiddetto quartiere Maetzke, un'area caratterizzata dalla presenza di abitazioni di grande pregio edificate su terrazzamenti sfruttando il dolce declivio del colle del Faro, come la Domus del Satiro e la Domus degli Affreschi. Zona caratterizzata da edifici importanti, collegata da strade i cui resti sono riemersi anche nel corso dei lavori per la realizzazione dei parcheggi de La Piccola, una quindicina d'anni fa, quando riemersero resti di edifici con funzione pubblica forse legata all'attività portuale e, più in alto, dalla presenza di una monumentale costruzione con carattere verosimilmente pubblico, scoperta nel 2006 e scavata nel 2009 tra Via delle Terme e Via Petronia, quindi a pochi metri dal nuovo ritrovamento, una campagna quella del 2009, che regalò straordinarie scoperte come le statue di Ercole e di due personaggi che indossano le corazze da parata, probabilmente due imperatori o comunque personaggi di alto rango. Un'area, nel complesso, che si affacciava sul porto della Colonia Iulia, e con la sua magnificenza costituiva il manifesto della politica di comunicazione della grande potenza della Roma imperiale.