Tia Ittoria, nonnina di Ossi a 109 anni ha salutato tutti

Una delle più longeve centenarie sarde è spirata all’improvviso nella sua casa. Aveva conosciuto due guerre mondiali ed è sopravvissuta a due pandemie

OSSI. Se n'è andata in punta di piedi, così come era vissuta nel corso dei suoi 109 anni di vita. Tia Ittoria (Vittoria) Mura, una delle donne più longeve della Sardegna, la più longeva di Ossi, era nata nel 1911. Nella sua vita ha conosciuto due guerre mondiali, due pandemie (la spagnola e la covid19), la fatica della vita di campagna e delle cure domestiche.Aveva compiuto 109 anni appena due mesi fa, ancora vigile e in buona salute, cominciando da capo l'avventura di un altro anno di vita. Viveva in via Amsicora, una delle vie storiche del paese che si affaccia sulla verdeggiante vallata di Fundone. In piena pandemia i figli avevano creato attorno a lei uno scrupoloso cordone sanitario che la proteggesse da qualsiasi rischio; assistita dalla badante attenta e premurosa, a sorvegliare sulla sicurezza il figlio Piero con la consorte, mentre Mario e Romano si erano limitati volontariamente a rapporti più saltuari.Il sistema ha funzionato: perché tia Ittoria è morta a casa sua per cause del tutto naturali dovute alla sua veneranda età, neppure sfiorata dal tremendo virus, che pure nel frattempo in paese ha fatto le sue vittime.Le ultime ore della sua vita sono trascorse nella più assoluta normalità, come uno qualsiasi dei giorni che fino ad allora ne avevano scandito la quotidianità. In mattinata un controllo di routine aveva rilevato valori normali; poi alle 13, racconta con emozione Piero, «si è addormentata». «Ma è stata vigile sino all'ultimo; ce la siamo davvero goduta».

In paese la notizia si è diffusa rapidamente destando commozione per questa donna, gentile e ad un tempo coriacea, che aveva osato sfidare l'inesorabilità del tempo. Il desiderio di un ultimo affettuoso saluto e la voglia di partecipazione alla cerimonia funebre da parte della popolazione ha dovuto però fare i conti con le norme anticovid, che impongono un rituale con molte limitazioni.Al funerale, celebrato dal parroco don Felix Mahoungou, hanno partecipato familiari, amici e autorità comunali nel numero consentito sino a 90 persone; mentre il corteo funebre verso il cimitero, che di solito si svolge a piedi consentendo una ben larga partecipazione, si è svolto in macchina. Tia Ittoria resta comunque per gli ossesi un simbolo di altri tempi e di altri valori che lascerà il segno nella memoria del paese.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes