La Nuova Sardegna

Olbia

Infrastrutture

L’allarme in Gallura: «Strade vecchie e inadeguate, urgente un cambio di passo»

di Dario Budroni

	Un tratto della strada Olbia-Santa Teresa (foto Vanna Sanna)
Un tratto della strada Olbia-Santa Teresa (foto Vanna Sanna)

Mirko Idili (Cisl): «Territorio sempre più in crescita, ma va sostenuto con le opere». I casi della Olbia-Santa Teresa e dalla Olbia-Tempio

25 aprile 2024
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Olbia. La locomotiva continua a correre lungo binari ormai sempre più malandati. È il grande limite della Gallura: da una parte il boom demografico e la crescita delle imprese, dall’altra le infrastrutture che diventano anno dopo anno sempre più inadeguate. Basti pensare alle strade. È ancora una specie di mulattiera asfaltata quella che collega Olbia con Arzachena, Palau e Santa Teresa. Dopo decenni di promesse e qualche progetto approvato, da queste parti non si è ancora vista neanche una ruspa. E poi c’è la Olbia-Tempio: striminzita di suo, da dieci anni e mezzo è inoltre interrotta per via del cantiere infinito ai piedi di Monte Pino. Più volte il Tag, cioè il tavolo delle associazioni galluresi, ha protestato e fatto sentire la sua voce. Alla fine, però, non si è mosso ancora nulla. Così adesso Mirko Idili, segretario generale della Cisl Gallura, approfitta del recente insediamento della giunta regionale per chiedere di prendere seriamente in considerazione il caso Gallura. «Lo dicono i numeri – dice Idili –. Questo territorio ha ripreso a correre e ora come non mai rappresenta la locomotiva dell’intera Sardegna. Come rilevato dal Cipnes, la Gallura, trascinata in particolare da Olbia, è anche prima in Italia per il tasso di crescita delle imprese. Ma questo è un territorio che ha bisogno di essere accompagnato in questa crescita. A cominciare proprio dalle infrastrutture».

Le strade. Oltre un anno fa il Tag aveva protestato con bandiere e striscioni per chiedere il via ai lavori di realizzazione della nuova strada tra Olbia e Santa Teresa. La progettazione dei primi due lotti, i più importanti e impegnativi, è pronta. E a disposizione ci sarebbero anche le risorse. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, a gennaio in piena campagna elettorale in Sardegna, aveva parlato di 475 milioni di euro già disponibili. Ma sul via ai lavori nessuna notizia. «Nonostante le tante sollecitazioni, questa strada è ancora ferma al palo – dice Idili –. E non può essere certo l’attuale arteria a collegare ancora territori così importanti, che d’estate, tra l’altro, registrano un importantissimo boom di presenze. È pericolosa e inadeguata, la gente continua a morire». Poi la Abbasanta-Buddusò, le ferrovie d’altri tempi e naturalmente la Olbia-Tempio, interrotta dal giorno del ciclone Cleopatra. «Va riaperta – prosegue Idili –, ma non bisogna concentrarsi solo su Monte Pino. Quel tratto dovrebbe essere soltanto un lotto di una strada nuova e più veloce in grado di collegare l’alta e la bassa Gallura. Se vogliamo davvero accompagnare la Gallura nella sua crescita, serve una riflessione su questo territorio. Stiamo parlando di interventi non più rinviabili». Così l’appello alla neo governatrice Alessandra Todde e all’assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu. «Convochino subito il tavolo permanente creato in passato dalla Regione – dice il segretario della Cisl gallurese –, coinvolgendo sindaci, parti sociali e Anas. Non possiamo continuare a perdere tempo».

Voltare pagina. Le attuali infrastrutture, dunque, non reggono più il peso dei numeri e dello sviluppo gallurese. «Questo territorio sta guardando con molta attenzione verso due importanti direttrici: l’agroalimentare e la nautica – sottolinea Mirko Idili –. E a proposito di distretto della nautica, per questo territorio rappresenterà una enorme opportunità in termini di investimenti, di crescita e di occupazione. Non possiamo sprecarla. E non mi riferisco soltanto alle infrastrutture materiali, ma anche a quelle immateriali. E cioè alla formazione di altissima qualità. In questo territorio bisogna investire anche per quanto riguarda questo aspetto, creando conoscenze, competenze e quindi nuove professionalità. La nascita dei corsi di laurea in ingegneria navale a Olbia va sicuramente in questa direzione».

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