Pesca notturna nel Parco dell'Asinara, denunciati tre giovani

Sono stati sorpresi dalla Guardia costiera a Punta Scorno, zona di tutela integrale. Arrivati dal Cagliaritano, uno è riuscito a scappare: è stato identificato poco dopo

PORTO TORRES. Tre giovani pescatori di frodo cagliaritani avevano pianificato una incursione notturna nella acque pescose e interdette del Parco nazionale dell’Asinara giovani per ritornare a casa con un ricco bottino delle specie ittiche più pregiate. La loro trasferta sull’isola parco non ha però ottenuto gli effetti sperati per l’intervento tempestivo dei militari della Capitaneria di porto. I tre diportisti pensavano di farla franca grazie ad un sistema ormai rodato di andare a pescare di frodo in piana notte, ma sono stati colti sul fatto mentre effettuavamo quell’attività proprio nello specchio acqueo antistante il faro di Punta Scorno, ossia in piena zona di riserva integrale dell’Area marina Protetta. Per il trio campidanese è scatta la denuncia all’autorità giudiziaria e il sequestro del mezzo utilizzato per l’attività illegale di pesca. Uno dei tre abusivi è anche riuscito a darsi alla fuga nei momenti concitati, ma gli uomini della Guardia costiera sono riusciti a scoprire la sua identità dopo le indagini che si sono protratte la mattina dopo il fermo. I pescatori abusivi dovranno rispondere - oltre ai reati di pesca in zona vietata e non ottemperanza alle norme sulla sicurezza della navigazione - anche di inosservanza ad un ordine dell’Autorità marittima per non esservi fermati all’alt imposto dai militari.

Dagli accertamenti effettuati si tratta comunque di pescatori che vivono nel cagliaritano e che, approfittando del clima favorevole, raggiungono il nord Sardegna per una proficua battuta di pesca nelle acque protette dell’Asinara. Con il fine ultimo di fare rientro a casa e smerciare il prezioso prodotto ittico. Un plauso ai militari della Capitaneria che hanno bene organizzato la trappola e sono riusciti a bloccare i pescatori di frodo, che accortisi di essere braccati hanno tentato la fuga azionando al massimo i motori della barca. L’attività di polizia marittima è stata condotta in coordinamento con la Direzione marittima di Olbia al comando del capitano di vascello Maurizio Trogu. ""E’ stata un’operazione lunga e complessa quella condotta dai marinai della Guardia Costiera – commenta il comandante della Capitaneria Gianluca Oliveti - ma che alla fine ha dato i suoi frutti: il comando aveva infatti sentore da tempo che nelle zone di riserva dell’Area marina protetta si effettuasse pesca notturna, così negli ultimi mesi aveva intensificato l’attività di indagine e di controllo proprio in quelle fasce orarie. Ringrazio i miei uomini per il contrasto della pesca illegale nel litorale – aggiunge il capitano di fregata –, che continuerà in maniera costante sia con attività di pattugliamento sia con attività mirata alla tutela delle specie ittiche presenti e i delicati ecosistemi marini.

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