Stadio Vanni Sanna, oggi è il giorno della verità

Sopralluogo degli ispettori Figc che verificheranno agibilità e certificati del campo e dell’impianto

SASSARI. È arrivato il giorno della verità per il Vanni Sanna. Oggi l’ispettore del dipartimento interregionale della Figc arriverà in città per prendere visione delle condizioni del campo di gioco, degli spogliatoi, dello stadio. E di tutti i documenti prodotti dalla commissione di vigilanza comunale, in particolare il certificato prevenzione incendi. E decidere se concedere le due omologazioni necessarie per l’iscrizione al campionato di serie D. La prima, indispensabile, per l’area degli “addetti ai lavori”, e cioè campo di gioco, spogliatoi, zone comuni. Che dovranno rispondere alle linee guida anti-covid, non ancora emanate per i dilettanti. La seconda per la capienza dello stadio, che dovrà invece rispondere alle rigide norme relative ai locali di pubblico intrattenimento. Con la Fgci che, in caso di mancanza dei requisiti, potrebbe dare il via libera alle partite ma solo con una capienza inferiore ai 200 paganti.

Difficile fare un pronostico sull’incontro, che avverrà con il vicesindaco Gianfranco Meazza, che ha la delega a lavori pubblici, manutenzioni e infrastrutture, e i tecnici dell’assessorato. Possibile infatti che la Federazione si limiti a dare una serie di prescrizioni, soprattutto per quanto riguarda campo di gioco e spogliatoi, con il Comune che si dovrebbe comunque impegnare a fare i lavori necessari entro la scadenza dell’iscrizione per Torres e Latte Dolce, il 31 luglio. Più complessa la questione stadio, e qui parleranno soprattutto le carte, con il Comune che dovrà esibire tutte le certificazioni necessarie, su tutte quella antincendi. Se la verifica non andasse bene infatti il regolamento parla chiaro: si gioca a porte chiuse, che poi vuol dire: capienza sotto i 200 spettatori. Ipotesi drammatica soprattutto per la Torres, con il Latte Dolce che potrebbe trasferirsi nel campo di Sennori, a quanto pare con tutte le omologazioni in ordine. Per la società guidata da Sechi invece un trasferimento fuori città, ammesso che si trovi la struttura idonea, sarebbe difficilissimo da gestire. Come una stagione a porte chiuse. E, se non si troverà una soluzione, la stessa iscrizione al campionato potrebbe essere clamorosamente a rischio. Il Vanni Sanna paga un incuria di anni. Qualche settimana fa proprio l’assessore Meazza, prendendo l’impegno di risolvere la questione, ha denunciato che negli ultimi 10 anni sono stati investiti per la manutenzione dello stadio complessivamente meno di 600mila euro. (g.bua)

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