Ripartono i lavori a Sant’Andria Prius

Cantiere da un milione e mezzo per valorizzare e rendere fruibile l’area archeologica nella piana di Santa Lucia 

BONORVA. Nei giorni scorsi sono ripresi i lavori per la tutela e valorizzazione dell’area archeologica di Sant’Andria Prius. L’intervento sarà realizzato dalla ditta Castelli, di Sassari, con la direzione scientifica della Soprintendenza, la direzione dei lavori dell’architetto Giovani Matteo Pirisi, del Rup Floriana Muroni e il coordinamento sul campo dell’archeologo Franco Campus. Si tratta del terzo stralcio di un finanziamento PIA “Valle dei Nuraghi”, di 1.800.000 euro, finalizzato alla valorizzazione di Sant’Andria Prius e dei siti archeologici di Rebeccu, della fonte nuragica di Su Lumarzu e della struttura termale di Sas Presones. Un progetto, avviato nel 2015, che, a causa della scoperta dell’insediamento d’età romana posto alla base del costone roccioso dove è scavata la necropoli e ad altri imprevisti, si era dovuto interrompere, per essere rimodulato in funzione delle nuove esigenze ed eseguire gli scavi e restauri condotti, tra il 2018 e il marzo 2020, con fondi ministeriali.

I lavori riguarderanno in particolare il complesso archeologico, composto da una ventina di tombe ipogeiche del tipo a domus de janas, situato sul lato meridionale della fertile piana di Santa Lucia, a circa 10 chilometri dal paese, e che si colloca nella Cultura di Ozieri del Neolitico finale (3500-2.900 a.C.). Con parziali modifiche, anche strutturali, di alcuni ipogei e la loro trasformazione, in periodo bizantino (1300), i monaci, nella cosiddetta “Tomba del capo”, vi costruirono una chiesa rupestre, adattata al culto, più volte intonacata, affrescata in diversi punti e decorata in con affreschi di scuola romanica, ben conservati e rappresentanti scene del Nuovo Testamento.

Gli ambienti principali furono utilizzati rispettivamente come nartece per i catecumeni, aula per i fedeli battezzati e bema (o presbiterio) per gli officianti. E’ una delle prime chiese realizzate nel tempo delle persecuzioni e rappresenta un importante esempio di tempio cristiano in uno spazio pagano. Nel 1313 fu riconsacrata dal vescovo di Sorres, Guantino di Farfara, ed intitolata a Sant’Andrea primo apostolo. Dalla sommità della “Tomba del capo” sarà rimossa l’attuale torretta precaria e sostituita con una studiata su misura. Saranno inoltre effettuati interventi di scavo e restauro in quelle tombe che hanno problemi di degrado. Il percorso già visitabile sarà ampliato con le prime quattro tombe, situate nel terreno adiacente, recentemente espropriato. Per migliorare l’utilizzo del sito sarà installata una rampa che consentirà ai disabili l’accesso alla Tomba del Capo, saranno sistemati i sentieri e i percorsi, sarà realizzato un sistema d’illuminazione esterna e interna (limitatamente alla Tomba del Capo e alla Tomba a capanna). Sarà inoltre posizionato un modulo in funzione di accoglienza e biglietteria. Altro intervento riguarderà la messa in sicurezza del costone roccioso e la piantumazione del piede della scarpata.

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