A giudizio per l’aggressione razzista

Rito abbreviato per il 22enne che a settembre di due anni fa aveva massacrato con due amici un giovane della Guinea

SASSARI. Gli agenti della polizia locale erano risaliti a lui in poco tempo, grazie alle testimonianze raccolte dopo l’aggressione e alle immagini registrate dalle telecamere della zona.

Pietro Silanos, 22 anni di Sassari, diversi precedenti alle spalle, era finito in manette il 15 settembre di due anni fa con l’accusa di essere stato a capo del branco che pochi giorni prima aveva aggredito e pestato un 24enne originario della Guinea - titolare di protezione internazionale - davanti all’istituto magistrale.

I giorni scorsi il 22enne, difeso dagli avvocati Paola Dessì e Gabriele Satta, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare Antonello Spanu dopo la richiesta di giudizio immediato nei suoi confronti avanzata dalla Procura. Il giovane ha scelto di affrontare il processo con il rito abbreviato e a fine settembre dovrà presentarsi in aula per il processo. L’accusa nei suoi confronti è di lesioni personali aggravate da motivi razziali. L’inchiesta due anni fa era stata seguita direttamente dal procuratore capo della Repubblica Gianni Caria e dal pubblico ministero Maria Paola Asara. Dopo l’arresto di Pietro Silanos erano stati individuati anche gli altri due componenti del branco. La loro vicenda processuale ha preso una strada diversa. Difesi dall’avvocato Paolo Spano i due giovani stanno beneficiando della “messa alla prova”. L’esame delle immagini delle telecamere attorno alla zona in cui si era verificato il pestaggio - tra corso Cossiga e Corso Margherita di Savoia - aveva fornito elementi interessanti per ricostruire la composizione del gruppo che aveva aggredito e pestato il giovane straniero, a Sassari da più di sei anni. Insieme a Pietro Silanos erano state individuate altre quattro persone, ma solo due avrebbero avuto insieme a lui una parte attiva nel pestaggio. Per sottolineare la gravità della situazione, l’Anpi e la Rete delle Associazioni avevano chiesto un incontro urgente al prefetto di Sassari.

Il brutale pestaggio si era verificato la sera del 10 settembre del 2018. Il giovane originario della Guinea, assistito nel processo dall’avvocato Antonio Canu, stava camminando a piedi in corso Cossiga. Era diretto in piazza d’Italia dove aveva appuntamento con un amico. All’incrocio con Corso Margherita di Savoia, il 24enne si era fermato al semaforo in attesa del verde: dall’altra si era materializzato il branco. Silanos – secondo le accuse– aveva sferrato una gomitata al fianco del giovane straniero che sorpreso e sofferente per la botta aveva chiesto il perché di quell’aggressione. Pronta la risposta: «Io sono a casa mia, vai a casa tua. A casa mia faccio quello che voglio». Poi era scattata la violenza del branco.

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