Seicento bambini oggi tornano al nido

Le strutture comunali e convenzionate riaprono per i piccoli da 0 a 3 anni Arru: «Mini gruppi e operatori dedicati per lavorare con gioia e in sicurezza»

SASSARI. I bimbi tornano al nido. Saranno loro a partire da questa mattina, a testare la resilienza del sistema scolastico cittadino. Lo ha stabilito un’ordinanza firmata mercoledì dal sindaco Nanni Campus che «ritenuto che non sussistano, nel contesto locale, dal punto di vista epidemiologico, particolari situazioni tali da ritardare ulteriormente la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi, pubblici e privati» e che «la ripresa dei servizi educativi è condizione indispensabile per favorire, in contesto comunitario, socialità ed educazione alle bambine e ai bambini, nonché per garantire alle famiglie conciliazione tra i tempi di cura e di lavoro», ha disposto che i sei plessi comunali e le 19 strutture convenzionate per l’accoglienza 0-3 riprendano il servizio, come regolamento, il primo lunedì del mese di settembre, oggi appunto. Con la sezione sperimentale e la sezione primavera che partiranno il 14. E i nuovi arrivati che, come ogni anno, si inseriranno “dolcemente” per tutto il mese. Arrivando, a pieno regime, a circa 600 bimbi frequentanti.

Un segnale di normalità dietro cui in realtà si nasconde un lavoro portato avanti da mesi, e concluso poche ore prima dell’agognata ripartenza.

«Non è stato facile – commenta l’assessora alla Cultura Rosanna Arru –, come d’altronde nulla in questi mesi. Ma ci è stata davvero utile l’esperienza dei campi estivi, che ci ha permesso di testare luoghi e protocolli. E soprattutto di vedere che funzionano». Il filo conduttore della sicurezza, comune a tutta la fascia 0-6, sarà quello della “bolla”. I bimbi infatti, chiaramente, non indosseranno mascherine e, come si legge nelle linee guida ministeriali fatte proprie da Regione e Comune: «L'organizzazione dei diversi momenti della giornata educativa dovrà essere serena e rispettosa delle modalità tipiche dello sviluppo infantile, per cui i bambini dovranno essere messi nelle condizioni di potersi esprimere con naturalezza e senza costrizioni». Niente abbracci vietati insomma, o utilizzo degli spazi e dei giochi. L’unica soluzione percorribile dunque è quella di crare microgruppi che abbiano sempre le stesse figure adulte di riferimento tra personale educatore, docente e collaboratore, evitando che tali figure interagiscano con gruppi diversi di bambini. «I gruppi saranno di 5 con un educatore ognuno – spiega l’assessora Arru – e saranno organizzati in modo da essere identificabili, evitando le attività di intersezione tra gruppi, con lo scopo prioritario di semplificare l'adozione delle misure di contenimento conseguenti a eventuali casi di contagio e limitarne l’impatto sull'intera comunità scolastica. Chiaramente c’è anche un grande lavoro per gli spazi comuni, che comuni non saranno più. E per la gestione di ingressi e uscite. Questo ci ha costretto a riorganizzare i plessi, che fortunatamente si prestano. Chiedendo maggiori sacrifici in termini di minori presenze a quelli più datati, come via Pascoli». Meno bambini insomma, ma non tanti, con i frequentanti totali che alla fine saranno intorno ai 600, poco meno dei circa 640 dello scorso anno.

«Siamo pronti – chiude Rosanna Arru – e convinti che l’apertura dei Nidi sia un segnale forte, per i bambini, per le famiglie, per tutta la comunità. Dalla scuola si riparte. E noi non vediamo l’ora di farlo».

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