Caos patenti, a Sassari autoscuole in rivolta
Andrea Massidda
Cresce la protesta per le file infinite davanti alla Motorizzazione. E le pratiche si accumulano
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SASSARI. Tutti in fila (molto poco appassionatamente) nella speranza di riuscire a prenotare l’esame dalla patente, chiederne il duplicato, registrare un foglio rosa e così via sino alla conversione di una licenza di guida straniera. Ci vuole un fisico bestiale, oltre che grande pazienza e una spiccata propensione a svegliarsi prima dell’alba, per avere a che fare con la Motorizzazione civile di Sassari, dove a causa delle code interminabili e delle chissà quante pratiche arretrate rimaste inevase (alcune delle quali smarrite) la situazione sta diventando insostenibile sia per l’utenza privata sia per l’utenza professionale, come ad esempio le autoscuole o gli studi di consulenza automobilistica. Nella sede di Caniga – alla quale fanno riferimento tutti i cittadini della provincia di Sassari più la bellezza di 42 autoscuole e le agenzie di pratiche auto del vastissimo territorio – gli sportelli sono aperti appena tre giorni alla settimana (il martedì, il mercoledì e il giovedì) e soltanto la mattina dalle 9 a mezzogiorno.
Ma non è tutto: come recita un avviso piuttosto inquietante che porta la firma del dirigente della Motorizzazione, l’ingegner Marco Pes, «i servizi sono garantiti fino a un numero per ciascuna giornata» che viene comunicato al momento. Un numero imprecisato, quindi variabile di volta in volta, anche se non si conoscono bene i criteri che lo determinano. Così c’è chi è disposto, pur di accaparrarsi il bigliettino per l’ingresso agli uffici, a mettersi in coda dalle 5 del mattino. Un sacrificio necessario, se si vuole avere la certezza di raggiungere l’obiettivo. Perché, tanto per fare l’esempio di lunedì scorso, alle 9 in punto (cioè all’ora esatta di apertura degli sportelli) i numeri della giornata erano già terminati. Una beffa. «Francamente non se ne può più – ammette Tiziana Oggiano, segretaria provinciale dell’Unasca, l’associazione di categoria delle autoscuole – per noi utenti professionali lavorare sta diventando quasi impossibile. Qualche giorno fa – continua – siamo partiti da Olbia alle 7.10 per arrivare all’ufficio della Motorizzazione di Sassari alle 8.45, quindi addirittura in anticipo sull’orario di apertura degli uffici, ma nonostante ciò i biglietti a disposizione per la giornata erano già terminati. Sfido chiunque a restare calmo davanti a una situazione del genere, qualcosa deve cambiare con la massima urgenza. Il dirigente della Motorizzazione di Sassari Marco Pes – aggiunge la segretaria provinciale dell’Unasca – ci ascolta, promette e sinceramente riconosco che si fa in quattro per ovviare al problema, tuttavia così non si può andare avanti. Chiediamo quantomeno che un giorno di apertura alla settimana sia riservato esclusivamente alle utenze professionali».
La stessa richiesta che arriva dai fratelli Andrea e Paolo Sechi, titolari in città di due autoscuole: «È necessario – sostengono all’unisono – che per le autoscuole ci sia una corsia preferenziale, perché ci sono nostri allievi in attesa della licenza di guida che per questioni di lavoro e persino di concorsi in scadenza non possono attendere mesi prima di sostenere l’esame della patente».
Sempre a proposito di esami, un’altra istanza molto sentita è quella di aumentarne la frequenza. «Bisogna assolutamente fissarne di più – sottolinea Paolo Sechi –, sia per quanto riguarda la teoria sia per quanto riguarda la pratica. Ricordo che se una persona non riesce a dare l’esame di pratica entro sei mesi deve spendere 40 euro per rinnovare la domanda, e se non lo dà entro un anno è addirittura costretto a ridare la teoria».
Ma non è tutto: come recita un avviso piuttosto inquietante che porta la firma del dirigente della Motorizzazione, l’ingegner Marco Pes, «i servizi sono garantiti fino a un numero per ciascuna giornata» che viene comunicato al momento. Un numero imprecisato, quindi variabile di volta in volta, anche se non si conoscono bene i criteri che lo determinano. Così c’è chi è disposto, pur di accaparrarsi il bigliettino per l’ingresso agli uffici, a mettersi in coda dalle 5 del mattino. Un sacrificio necessario, se si vuole avere la certezza di raggiungere l’obiettivo. Perché, tanto per fare l’esempio di lunedì scorso, alle 9 in punto (cioè all’ora esatta di apertura degli sportelli) i numeri della giornata erano già terminati. Una beffa. «Francamente non se ne può più – ammette Tiziana Oggiano, segretaria provinciale dell’Unasca, l’associazione di categoria delle autoscuole – per noi utenti professionali lavorare sta diventando quasi impossibile. Qualche giorno fa – continua – siamo partiti da Olbia alle 7.10 per arrivare all’ufficio della Motorizzazione di Sassari alle 8.45, quindi addirittura in anticipo sull’orario di apertura degli uffici, ma nonostante ciò i biglietti a disposizione per la giornata erano già terminati. Sfido chiunque a restare calmo davanti a una situazione del genere, qualcosa deve cambiare con la massima urgenza. Il dirigente della Motorizzazione di Sassari Marco Pes – aggiunge la segretaria provinciale dell’Unasca – ci ascolta, promette e sinceramente riconosco che si fa in quattro per ovviare al problema, tuttavia così non si può andare avanti. Chiediamo quantomeno che un giorno di apertura alla settimana sia riservato esclusivamente alle utenze professionali».
La stessa richiesta che arriva dai fratelli Andrea e Paolo Sechi, titolari in città di due autoscuole: «È necessario – sostengono all’unisono – che per le autoscuole ci sia una corsia preferenziale, perché ci sono nostri allievi in attesa della licenza di guida che per questioni di lavoro e persino di concorsi in scadenza non possono attendere mesi prima di sostenere l’esame della patente».
Sempre a proposito di esami, un’altra istanza molto sentita è quella di aumentarne la frequenza. «Bisogna assolutamente fissarne di più – sottolinea Paolo Sechi –, sia per quanto riguarda la teoria sia per quanto riguarda la pratica. Ricordo che se una persona non riesce a dare l’esame di pratica entro sei mesi deve spendere 40 euro per rinnovare la domanda, e se non lo dà entro un anno è addirittura costretto a ridare la teoria».
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