L’assalto degli ultrà, 82 dal gup

Ieri scelti i riti alternativi. Molti imputati decidono di patteggiare, il pm: pena minima 3 anni e 6 mesi

SASSARI. Ottantadue imputati per quella guerriglia urbana che si era scatenata a Sassari il 25 marzo del 2017 durante gli scontri tra ultrà della Torres e del Cagliari davanti alla stazione.

Ieri mattina, davanti al gup Michele Contini, si è aperta l’udienza preliminare nei confronti dei presunti responsabili dei disordini che si verificarono in occasione di un’amichevole che i rossoblù del Cagliari avrebbero dovuto giocare nel pomeriggio a Sorso, contro la squadra locale. In città quel giorno si diffuse il panico in pochi minuti, i residenti della zona piombarono in un incubo, accerchiati da persone incappucciate e in alcuni casi violente.

In aula c’è stata la costituzione di parte civile del Comune di Sassari, di alcuni poliziotti, e di due cittadini. Diversi imputati hanno optato per il patteggiamento. Il pubblico ministero Beatrice Giovannetti ha preannunciato che nell’ipotesi di un accordo la pena non sarà inferiore a tre anni e sei mesi. Alcuni hanno scelto il rito alternativo (abbreviato secco e abbreviato condizionato) e per altri ancora (quelli che non hanno scelto riti) ci sarà la discussione dell’udienza preliminare all’esito della quale il gup deciderà se mandarli a processo con dibattimento o se proscioglierli. Questo accadrà il 3 novembre, insieme ai patteggiamenti. Mentre il primo dicembre comincerà la discussione degli abbreviati.

Il Comune di Sassari aveva deciso di costituirsi parte civile in considerazione «dei delitti commessi dagli imputati durante il percorso da via Padre Zirano alla stazione ferroviaria e successivamente a Piazza Sant’Antonio e in particolare del danneggiamento di arredi urbani e automezzi in sosta, imbrattamento di muri con vernice spray e lesioni personali causate ad alcuni passanti, esercenti e avventori di esercizi pubblici commessi avvalendosi di bastoni, cinture e aste rinforzate». Si costituirà parte civile con l’avvocato Marco Manca anche un cittadino che fu colpito per errore durante i disordini. L’uomo, scambiato per un teppista, fu preso a manganellate da un poliziotto: perse sei denti e si fratturò la mandibola.

Il piano dei tifosi cagliaritani scattò a fine mattinata. Improvvisamente la città si trasformò in un campo di battaglia. Circa 180 appartenenti al gruppo degli “Sconvolts”, diretti a Sorso a bordo di tre pullman per assistere alla partita, decisero di fermarsi in via Padre Zirano vicino alla stazione. E scoppiò il caos.

Le accuse da cui gli imputati devono difendersi sono molto pesanti: devastazione e saccheggio, lesioni gravi e possesso di artifizi pirotecnici e altri oggetti contundenti e atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive. Furono lunghe e articolate le indagini della Digos di Sassari in sinergia con i colleghi di Cagliari. E proprio grazie allo scrupoloso lavoro della polizia era emerso che l’intento del gruppo di ultras sarebbe stato quello di devastare e saccheggiare il centro della città e aggredire in modo indiscriminato chiunque si trovassero davanti sfruttando l’effetto sorpresa. Una volta scesi dai pullman avevano iniziato a marciare in modo compatto con i volti coperti verso la stazione ferroviaria. Nel tragitto avevano fatto esplodere bombe carta e acceso fumogeni sotto gli sguardi impietriti dei commercianti e dei residenti. Muniti di mazze, bastoni, catene e aste portabandiera, avevano iniziato a innescare dei tafferugli tali da paralizzare completamente il traffico. Diversi tifosi della Torres erano arrivati davanti alla stazione per difendere i commercianti e i cittadini aggrediti e le due fazioni per qualche minuto erano entrate in contatto. Poi l’arrivo dei poliziotti in tenuta antisommossa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes