«I nostri figli ammassati negli autobus dell’Arst»

Le famiglie degli studenti pendolari protestano contro l’azienda regionale «Stesse corse, nessun controllo e molti costretti a fare il viaggio in piedi»

PORTO TORRES. Sono diventati una vera e propria odissea i viaggi con i pullman di linea per gli studenti turritani che frequentano le scuole superiori e l’università di Sassari al tempo del Coronavirus. Il numero delle corse dell’Azienda regionale sarda trasporti resta infatti invariato e la capienza dei mezzi (almeno sulla carta) è ridotta del 20 per cento. I genitori hanno provato a protestare cortesemente per avere qualche corsa in più sia per i pullman in partenza da Porto Torres sia per quelli che partono da Sassari in direzione della città turritana. Qualche genitore come Ivan Corazza, invece, ha inoltrato due mail con posta certificata alla direzione dell’Arst, senza però avere risposte esaustive in merito al grave problema.

«Mia figlia è titolare di abbonamento studenti – scrive Corazza – e di norma si reca alla stazione bus in via Padre Zirano per prendere il pullman per Porto Torres alle 12.30: l’accesso al bus è gestito da due dipendenti Arst (non l’autista) che danno priorità agli adulti nella salita e poi riempiono il mezzo al 100 per cento della capienza. Mia figlia ha viaggiato in piedi incollata agli altri passeggeri – aggiunge –, e a nulla sono valse le rimostranze verbali di tutti i viaggiatori sul fatto che il pullman andava riempito all’80 per cento visto che la tratta stradale supera i quindici minuti».

La maggior parte delle persone hanno quindi viaggiato in piedi e molto vicini: «Questa situazione è inammissibile – lamenta Ivan Corazza –, sia per il riempimento del pullman in considerazione della situazione sanitaria in corso sia per la priorità che viene data agli adulti, come se il loro biglietto avesse un qualche valore in più rispetto a quello esibito dai ragazzi. Se sul bus rimangono stipati come sardine anche all’andata da Porto Torres, ho detto a mia figlia di non salire e informerò la scuola che si sta assentando perché il servizio è inadeguato».

Dalla passeggiata coperta del porto ci sono due bus dell’Arst che partono la mattina con destinazione Sassari (7,25 e 7,50), ma oltre agli studenti della scuola superiore e agli universitari ci sono anche persone che lavorano nella città capoluogo. «Chiediamo all’Arst di garantire un posto congruo di posti a sedere rispettando le norme – chiedono alcune mamme -, perché anche la mattina i pullman sono affollati e diventa praticamente difficile se non impossibile rispettare le distanze. Una corsa in più la mattina, in orario scolastico di ingresso e uscita dalle scuole, risolverebbe molti di quei problemi che ancora persistono in un momento di allarme sanitari».

Questi i suggerimenti dei genitori per cercare di risolvere i problemi legati al ritorno a scuola in periodo di emergenza sanitaria. Anche per evitare di lasciare a casa gli studenti, in attesa che l’Arst si renda finalmente conto del pericolo a cui si stanno esponendo gli studenti.

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