Falsità in aula, 4 testi rischiano di finire indagati

SASSARI. Il presidente della corte d’assise Massimo Zaniboni ha disposto la trasmissione degli atti in Procura perché venga valutata la deposizione di quattro testimoni che in aula, pur essendo sotto...

SASSARI. Il presidente della corte d’assise Massimo Zaniboni ha disposto la trasmissione degli atti in Procura perché venga valutata la deposizione di quattro testimoni che in aula, pur essendo sotto giuramento, potrebbero non aver detto la verità. Si tratta di Lucia Cossu, moglie dell’imputato, di Monica Unali, una delle loro figlie, di Pasqualina Sechi, amica di Piera Unali (l’altra figlia che per la Procura aveva una relazione con la vittima) e di Pietro Farina. Quest’ultimo (che abita a Ittireddu) aveva smentito in aula il racconto di un’altra testimone che aveva detto di averlo visto a Mores (dove vive Unali) la sera dell’omicidio e di avergli chiesto il motivo per cui fosse in paese. Farina avrebbe risposto di essere andato a cercare Vincenzo Unali ma di esser poi andato via perché non aveva visto la sua auto sotto casa. Una dichiarazione che, se confermata in aula, avrebbe smontato l’alibi dell’imputato, ossia il fatto che fosse nella sua abitazione a Mores nell’ora in cui Ara veniva ucciso a Ittireddu. Secondo i giudici Farina non disse la verità. Così come non la dissero Lucia Cossu che avrebbe fornito un falso alibi al marito supportata dalla figlia Monica. E a finire nei guai potrebbe essere anche la Sechi, indicata dall’accusa come l’amica del cuore di Piera Unali e quindi a conoscenza della sua relazione con la vittima, tanto da prestarle il cellulare per inviare di nascosto i messaggi ad Alessio. Ma in aula ha sempre negato. (na.co.)

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