Sassari, «Fermare Sirio è un sopruso»

Boeddu, Cgil: «Presenterò denuncia per interruzione di pubblico servizio»

SASSARI. «Ambulanze se ne vedono poche, in compenso sui binari di Sirio fatti sgomberare appositamente per permettere la sosta dei mezzi di soccorso proliferano le automobili». Il segretario generale della Cgil trasporti Arnaldo Boeddu chiama in causa il Comune, dopo aver monitorato la situazione in viale Italia dopo l’ordinanza sindacale del 25 settembre con la quale il percorso di Sirio viene ridotto dal capolinea di Santa Maria di Pisa fino alla fermata “cliniche” in viale San Pietro, lasciando così libero il tratto fino ai giardini dell’Emiciclo. Misura motivata nell’ambito delle misure anti-covid per permettere alle ambulanze di sostare sempre davanti all’ospedale civile.

«A fronte dell’interruzione di un pubblico servizio di linea, si è trovato posto a due ambulanze che sostano sopra i binari davanti al nosocomio Santissima Annunziata – sostiene Boeddu in una nota – ma, soprattutto, si è data la possibilità di parcheggiare alle autovetture private lungo tutto il tracciato di viale Italia». Il segretario della Filt Cgil così annuncia di aver già interessato l’ufficio legale della Cgil per verificare se vi siano gli estremi di una denuncia contro l’amministrazione comunale per quello che definisce «non solo un sopruso ma un’interruzione di un pubblico servizio. Ho anche proposto inutilmente, nelle scorse settimane, diverse soluzioni alternative per continuare a rendere efficiente il servizio delle ambulanze senza che queste debbano per forza sostare sui binari». «Nessuna delle mie proposte è stata adottata – dice Boeddu –. Prima fra tutte quella di interdire il tratto di strada, lungo non più di trecento metri, dall’incrocio di via Monte Grappa sino all’incrocio con via Enrico De Nicola al traffico veicolare ma non ai mezzi pubblici e di soccorso che, avrebbero potuto continuare regolarmente a circolare allungando di pochissimo il tragitto. Ho proposto anche una soluzione definitiva, ovvero utilizzare la rampa in cemento presente a ridosso del pronto soccorso: in questo modo le ambulanze potrebbero sostare all’interno del parcheggio dell’ospedale senza essere di intralcio. In compenso, le auto che parcheggiano sui binari in viale Italia non mi risulta vengano sanzionate dai vigili urbani e nemmeno che qualcuna sia mai stata rimossa con il carro attrezzi». Boeddu così auspica che «l’ordinanza venga revocata e si riapra l’intera tratta della metro Sassari. In caso contrario, mio malgrado, darò mandato a procedere agli avvocati della Cgil e sarà la magistratura a decretare eventuali abusi e soprusi».

La tormentata storia di Sirio si arricchisce così di un nuovo capitolo di polemiche riguardante il tratto al centro della città. In estate la giunta Campus ha dato via libera al progetto per allungare il percorso fino a Li Punti, dando un senso all’imponente opera concepita soprattutto per collegare le periferie, ma sul tratto che porta all’Emiciclo l’elenco delle dispute nate in questi vent’anni fa è infinito. Il progetto fu firmato alla fine degli anni Novanta dall’amministrazione di centrosinistra guidata da Anna Sanna e nel Duemila fu la prima giunta Campus ad avviare i primi lavori, contestatissimi soprattutto da una parte dei commercianti. L’attuale giunta Campus (col sindaco che ha dichiarato di non essere contrario a Sirio quanto a un suo utilizzo sbagliato) ha anche annunciato di voler rivedere la circolazione in viale Italia, dove convivono marciapiede, pista ciclabile, automobili e metropolitana di superficie. L’emergenza Covid e un guasto al vettore avevano anche portato diverse sospensioni del servizio, fermato ora parzialmente. Provvedimento che ha scatenato nuove polemiche: Sirio probabilmente non ha mai fatto innamorare i sassaresi ma a tanti non piacciono le auto parcheggiate sui binari.

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