«In Malattie infettive poco personale e inesperto»

Il segretario della Cisl evidenzia le carenze in questo periodo di overbooking dovuto al Covid

SASSARI. L’ospedalizzazione dei pazienti Covid sta registrando un sensibile aumento, e alla Cisl Fp non convincono le rassicurazioni dell’Aou sulla situazione di Malattie Infettive. «Siamo costretti a ribadire ai vertici aziendali che sulla struttura malattie infettive occorre fare di più ed in fretta, poiché le informazioni che abbiamo sono assai diverse da quelle dichiarate dall'azienda, i cui contenuti tenderebbero a minimizzare il problema – dice il segretario territoriale Antonio Monni – .Intanto è bene fare chiarezza sui numeri, cominciando dai posti letto. Ad oggi ci risultano 40 posti letto occupati distribuiti su due piani, in più ci sarebbe un altro piano adibito a terapia intensiva con 8 posti letto, di cui 5 occupati. La dotazione di personale consta 24 infermieri di cui 9 senza alcuna formazione reclutati da agenzie interinali e con rapporto di cococo. Sono inoltre presenti 19 operatori socio sanitari, 7 dei quali anch'essi reclutati da strutture territoriali e senza alcuna formazione». Un confronto con la dotazione organica "ante-pandemia" può risultare utile: 16 infermieri su 19 posti letto.

«Allo stato attuale gran parte dei pazienti presentano condizioni cliniche assimilabili ad una degenza di terapia sub/intensiva, per cui bisognosi di un grado di assistenza elevato – prosegue Monni – Tutto questo per dire che appare quantomeno palese che l'organico debba essere implementato, evitando per quanto possibile l'inserimento di personale senza alcuna formazione, di contro semmai, richiamando la proposta della Cisl FP, sarebbe saggio diramare un avviso di mobilità interna rivolta al personale strutturato e con esperienza, al quale proporgli un trasferimento in questa tipologia di contesti».

Alcuni giorni fa, il personale della struttura (medici, infermieri e oss) ha inviato una lettera di protesta alla direzione aziendale e sanitaria, per sottolineare le difficoltà organizzative e di carenza di risorse umane. «Nel documento si evidenziano una serie di disfunzioni legate alla gestione dei ricoveri e delle relative procedure e protocolli, che, a quanto si legge, o non ci sono oppure sono disposte attraverso semplici comunicazioni per via mail, condizione per cui accade l'inevitabile, con tutti i possibili rischi di natura professionale ed assistenziale». La conclusione del sindacato è questa: «Considerato anche il difficile momento che stiamo attraversando, caratterizzato da un aumento significativo dei casi da Coronavirus, auspichiamo un vero e fattivo cambio di rotta attraverso un maggior coinvolgimento degli addetti ai lavori e soprattutto un maggior ascolto delle tante - troppe - difficoltà organizzative, che non riguardano solo le malattie infettive, ma l'intera azienda in ogni articolazione».

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