Museo chiuso
“Sa resolza”, un’arte antica rimasta senza vetrina
PATTADA. «Sa resolza» significa Pattada. «È uno dei rari casi in cui un prodotto identifica un luogo e perciò è importante tutelare e valorizzare una eredità così importante», annuncia nel suo...
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PATTADA. «Sa resolza» significa Pattada. «È uno dei rari casi in cui un prodotto identifica un luogo e perciò è importante tutelare e valorizzare una eredità così importante», annuncia nel suo programma Renzo Canalis «ma per farlo bisogna ridare centralità al Museo etnografico del coltello e del ferro battuto, che purtroppo attualmente è chiuso», afferma lo sfidante del sindaco uscente. «E in primo luogo occorre intervenire in maniera strutturale sull’edificio, non in linea con gli standard moderni. Perché il museo è un attrattore di cultura e turismo e può beneficiarne tutta la comunità».
A Pattada ci sono sei coltellerie. Botteghe artigiane da cui escono le “leppas”, pezzi unici firmati Fogarizzu, Deroma, Pizzadili, Canalis. Avere una “pattadese” è un po’ come avere una Ferrari. «Sul museo del coltello abbiamo una serie di progetti – afferma Angelo Sini –. L’abbiamo riaperto per otto mesi grazie al progetto Lavoras, ma occorre una gestione stabile. Purtroppo il vincitore del bando aveva rinunciato. Stiamo pensando a una formula diversa per dare una continuità e stabilità a una struttura che mette in vetrina una delle eccellenze delle nostre produzioni locali e che ci ha dato visibilità in tutto il mondo». I maestri coltellinai di Pattada, infatti, con acciaio e corno riescono a realizzare veri capolavori.
Entrambi i candidati vogliono valorizzare quella che è una ricchezza del paese e un marchio della artigianato locale. Il Museo del coltello venne inaugurato nel 2013, ma già precedente venivano allestite mostre con una biennale del coltello e del ferro battuto che promuoveva anche la cultura e l’enogastronomia pattadese.
A Pattada ci sono sei coltellerie. Botteghe artigiane da cui escono le “leppas”, pezzi unici firmati Fogarizzu, Deroma, Pizzadili, Canalis. Avere una “pattadese” è un po’ come avere una Ferrari. «Sul museo del coltello abbiamo una serie di progetti – afferma Angelo Sini –. L’abbiamo riaperto per otto mesi grazie al progetto Lavoras, ma occorre una gestione stabile. Purtroppo il vincitore del bando aveva rinunciato. Stiamo pensando a una formula diversa per dare una continuità e stabilità a una struttura che mette in vetrina una delle eccellenze delle nostre produzioni locali e che ci ha dato visibilità in tutto il mondo». I maestri coltellinai di Pattada, infatti, con acciaio e corno riescono a realizzare veri capolavori.
Entrambi i candidati vogliono valorizzare quella che è una ricchezza del paese e un marchio della artigianato locale. Il Museo del coltello venne inaugurato nel 2013, ma già precedente venivano allestite mostre con una biennale del coltello e del ferro battuto che promuoveva anche la cultura e l’enogastronomia pattadese.
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