La basilica di San Gavino chiude le porte

Stop alle visite nella chiesa millenaria. L’ingresso sarà possibile solo durante le funzioni

PORTO TORRES. I visitatori che si sono presentati ieri mattina davanti alla basilica di San Gavino per poter entrare all’interno della millenaria chiesa romanica sono rimasti delusi dalle porte di ingresso chiuse. A quanto pare l’amministratore pro tempore della parrocchia, don Michele Murgia, ha stabilito l’apertura della Basilica solo durante le funzioni religiose. C’è poi l’ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che vieta l’apertura dei musei e monumenti per prevenire il rischio da contagio. Anche gli operatori culturali della cooperativa Turris Bisleonis, presenti da 20 anni come guide della Basilica, lavorano in modalità smart working e non possono effettuare visite guidate su prenotazione.

Il periodo emergenziale coinvolge anche il compendio monumentale di Monte Agellu, dunque, simbolo della città e meta continua di persone che vogliono ammirare un monumento di eccezionale importanza culturale. L’auspicio è che la politica non si dimentichi però di porre rimedio al degrado strutturale in cui versa da un paio d’anni la basilica di San Gavino. Negli ultimi anni il parroco dimissionario, don Mario Tanca, si era battuto strenuamente alla ricerca di un finanziamento che risolvesse tutte le problematiche interne ed esterne della Basilica. Dalle lampade sul pavimento di ingresso alla chiesa, tutte spente o vandalizzate, ai problemi di erosione, alveolizzazione e attacchi biologici sulle mura. Criticità che aumentano a dismisura con l’arrivo della stagione invernale e che vanno ad intaccare gli elementi lapidei. Il portale gemino ha inoltre già registrato fenomeni di distacco di alcuni conci. C’è un progetto di riqualificazione portato da don Tanca all’attenzione della Curia e della Regione, per salvare uno dei simboli della città più conosciuti al mondo. (g.m.)

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