Muore solo in casa ucciso dall’eroina

Alghero: tossicodipendente trovato senza vita dalla madre Nella stanza un laccio emostatico e tracce di sangue

ALGHERO. Potrebbe essere stata quasi certamente un'overdose da eroina la causa della morte di un algherese di 44 anni, trovato privo di vita nel suo appartamento in Largo Caprera nel popoloso quartiere della Pietraia di fronte all'Ospedale civile. L'uomo, che pare avesse problemi di dipendenza da droga da anni, è stato trovato senza vita dalla madre nel tardo pomeriggio di sabato.

Sin dalla mattina, la donna, preoccupata dalla mancanza di notizie, lo aveva cercato chiamandolo più volte al cellulare, senza però avere mai risposta. A quel punto, evidentemente preoccupata, è andata di persona a casa del figlio e una volta aperto il portone dell’abitazione ha trovato il corpo privo di vita riverso sul letto matrimoniale. Sulle lenzuola c’erano abbondanti tracce di sangue causate, probabilmente, da un’iniezione fatale e, nelle vicinanze, un laccio emostatico. Immediata la telefonata al 118 e ai carabinieri giunti sul luogo in pochissimi minuti. Il medico legale ne ha constatato il decesso, mentre i carabinieri hanno avvisato il magistrato di turno, Giovanni Porcheddu, il quale ha disposto la rimozione del cadavere e il trasferimento presso l'Istituto di patologia forense per la perizia necroscopica. La rimozione è stata eseguita dallo staff dell'agenzia Valverde che ha trasportato la salma presso l'unità operativa di medicina legale di Rizzeddu a Sassari dove, tra oggi e domani, sarà eseguita l'autopsia.

Se i sospetti fossero confermati, si tratterebbe della prima morte per overdose registrata quest’anno in città. Lo scorso anno, ad Alghero, erano invece deceduti altri due uomini: un 29enne trovato privo di vita, nel mese di giugno, nei pressi deidepositi della stazione ferroviaria alla Pietraia; mentre a fine settembre un 45 enne era stato trovato esanime in casa. Storie drammatiche che riportano a galla il grave problema della tossicodipendenza e ad Alghero, purtroppo, è diffuso anche tra i giovanissimi. Anche l’uomo trovato morto sabato, secondo i racconti di chi lo conosceva, avrebbe cercato più volte di uscire da questo maledetto tunnel con il sostegno della famiglia e di alcuni amici. Forse non tutti giusti. Alghero e la Riviera del Corallo sono, purtroppo, tra le località sarde maggiormente colpite dal fenomeno, così come evidenziato dai vari report sulla criminalità in Sardegna. Con tantissimi giovani coinvolti in una tragica spirale.

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