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Sassari

Thiesi e Torralba ricordano il dottor Granella

Thiesi e Torralba ricordano il dottor Granella

Giovedì si sono svolti i funerali del medico molto conosciuto per l’opera prestata nel Meilogu

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THIESI. La comunità di Thiesi si è stretta con grande affetto alla famiglia del medico in pensione Luigi Granella, per tutti Gigi, deceduto a Sassari dopo avere contratto il coronavirus. Giovedì si sono svolti i funerali in forma strettamente privata. Tanti i ricordi commossi dei suoi pazienti (manifestati anche sui social).

«Sono davvero molto dispiaciuto, oltre che un medico eccezionale, Gigi era un grande amico», così lo ha ricordato il sindaco di Thiesi Gianfranco Soletta. In tanti, tra pazienti e colleghi hanno voluto lasciare un pensieri e un ricordo tutti finalizzati a raccontare la professionalità ma soprattutto le sue doti umane e la sua disponibilità verso tutti.

«Gli ammalati lo adoravano perché il suo costante sorriso e la sua parola consolatoria era sempre presente e riusciva a trasformare gli umori negativi causati dalla malattia e dal ricovero – questo il commento di alcuni colleghi tiesini –. Una personalità caratterizzata da una forte propensione ai rapporti umani e all’amicizia, e questo si rifletteva positivamente nella sua attività medica».

Originario di Torralba, Granella per anni è stato medico epatologo nel reparto di medicina dell’Ospedale di Thiesi. “Dottor Gigi”, così lo chiamavano colleghi e amici, negli anni ’80 era ben noto alla popolazione tiesina, ma anche alle comunità limitrofe per la grande professionalità che lo ha contraddistinto sin dal primo giorno di lavoro. Era il 1979 quando, appena specializzato, prese servizio nell’ospedale del centro del Meilogu, a quel tempo il primario dell’ospedale civile era il dottor Tino Mocci.

Dottor Granella, lavorò a lungo con il collega Ninni Deiana con il quale aveva un ottimo rapporto professionale e personale. Dopo essersi sposato con Angela Giordanelli, da cui ebbe due figli: Luisa e Antonio, Granella decise di vivere nel piccolo centro, dove lavoravano sia lui che la moglie, docente all'Istituto Tecnico. Nel 1996 decise di tornare a vivere a Sassari, dove è morto martedì 24 novembre a causa del Covid 19.

A distanza di quasi dieci anni dal suo congedo sono tante anche le testimonianze di alcuni infermieri che lo hanno conosciuto: «Nel reparto aveva creato un sistema di collaborazione che coinvolgeva tutto il personale per cui era stimato e benvoluto da tutti perché si ottenevano ottimi risultati. Lavorare diventava interessante e coinvolgente. Con lui si lavorava di più, più serenamente e con tanta soddisfazione».

Nonostante l’ospedale fosse piccolo e provinciale aveva fatto di tutto per aggiornarsi insieme ai suoi colleghi per cui furono affrontate diverse patologie poco frequenti in modo esemplare. «La sua scomparsa lascia un grande vuoto tra tutti coloro che lo hanno conosciuto», questa è la convinzione comune.

Daniela Deriu

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