I 100 anni di maestra Ottavia Bagiella

Cheremule l’ha festeggiata con un mazzo di rose e il suono delle campane

CHEREMULE. Mercoledì 10 dicembre la comunità di Cheremule ha festeggiato i cento anni della maestra Ottavia Bagiella. Un’unica candelina sulla torta, un bel mazzo di rose rosse e un lungo suono di campane a festa per celebrare il bellissimo traguardo della docente che ha lasciato segni indelebili dei suoi anni dedicati a trasmettere la voglia di conoscere. Quest’anno per via dell’allerta sanitaria non è stato possibile festeggiare, come di consueto, in compagnia di tutta la comunità, ma i nipoti e pronipoti si sono organizzati affinché giungessero alla signorina Ottavia, per via virtuale, i loro e gli auguri e quelli di tutta la popolazione. A rendere omaggio all’insegnante in rappresentanza dell’intera comunità, è stata la sindaca di Cheremule, Antonella Chessa: «In questo particolare e delicato momento storico, caratterizzato da innumerevoli restrizioni che ci privano soprattutto della nostra rete sociale, non ci vogliamo assolutamente privare della gioia infinita di festeggiare, seppur virtualmente, il traguardo della nostra adorabile maestra».

Nata a Cheremule il 10 dicembre del 1920, da Francesco Bagiella e Speranza Saba (entrambi cheremulesi), la signorina Ottavia, ottava di nove fratelli (Salvatorica, Maria Domenica, Vittorina, Giovanni Agostino, Erminio, Celestino, Palmiro e Felicita), per tutta la vita si è occupata con devozione della preparazione scolastica di intere generazioni di bambini cheremulesi. La sua carriera cominciò a soli 22 anni, in una minuscola frazione del comune di Telti, Taroni, nel quale insegnò ad una multiclasse. Dopo quella prima esperienza, la maestra tornò nel suo paese d’origine fino alla pensione, lasciando sempre un dolce ricordo, al punto che l’amministrazione comunale il 14 giugno 1986 le attribuì l’encomio per i suoi 44 anni di insegnamento con la consegna di una medaglia d’oro. Da allora ad oggi i suoi alunni non hanno mai scordato quell’insegnante “vecchia maniera”, ma allo stesso tempo materna. «La maestra Ottavia ha vissuto il suo ruolo con la consapevolezza dell’importanza della missione cui veniva chiamata – la ricorda un suo studente nei primi anni cinquanta, Giovanni Pala –. La mia classe ha avuto la possibilità di passare molti pomeriggi, seduta per terra nella sala d’ingresso della casa della maestra Ottavia, incantata davanti al televisore che, nel programma “ La Tv dei ragazzi”, trasmesso allora dalla Rai, unica rete televisiva e ha potuto vedere alcuni meravigliosi telefilm come “Jim della giungla” o “ RinTinTin”, che sono rimasti indelebili nella mia e, credo, nella memoria dei miei compagni privilegiati».

Daniela Deriu

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